Stagione di prosa: gli esercizi di stile di Paolo Nani

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Al Teatro Kennedy di Fasano con lo spettacolo “La Lettera” cala il sipario sull’edizione 2018-2019 

FASANO – Spumeggiante e irriverente. Bravo. Anzi, bravissimo. In realtà si potrebbe sprecare un intero elenco di aggettivi per l’attore Paolo Nani, protagonista de “La Lettera”, andato in scena ieri sera (10 aprile) al Teatro Kennedy di Fasano. Lo spettacolo, liberamente ispirato a “Esercizi di stile”, scritto nel 1947 da Raymond Queneau, ha di fatto concluso la Stagione di Prosa 2018-2019, organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con l’Amministrazione comunale.

La trama è semplice che più semplice non si può. Un uomo è seduto ad un tavolo. Beve un sorso di vino, lo sputa perché cattivo e poi si accinge a scrivere una lettera. Quindi la imbusta e mette il francobollo. Prima di spedirla lo assale un dubbio atroce, la riapre e scopre che sul foglio non c’è scritto nulla: la penna non ha inchiostro. Fine della storia.

Quello che più sorprende, diverte e conquista minuto dopo minuto lo spettatore, sono le numerose varianti con cui avviene l’elementare gesto. Quindici varianti stilistiche per quindici comicissimi sketch: “Volgare”, “Horror”, “All’Indietro”, “Sorpreso”, “Western” (cow boy senza pistola), “Cinema Muto” (degno del miglior Buster Keaton), “Senza Mani” (in cui il nostro ha messo in mostra tutta la sua bravura), “Pigro”, “Ripetizioni” e “Due cose per volta”. Ogni scenetta opportunamente “riordinata” da Nani pronto a svelare con un cartello la successiva.   

Uno spettacolo cucito su misura sulle doti da superbo clown di Paolo Nani, che instancabile, come bis finale regala lo spettacolo in pillole e una gag nuova dal titolo “Freudiano”. Non è un caso che sono più di 1500 le repliche in tutto il globo terrestre in 27 anni. Cifre da capogiro, come quello che provoca allo spettatore che assiste alle avventure-disavventure del protagonista, ritornando felicemente bambino.

Fotoservizio di Mario Rosato

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