Stagione di prosa a Fasano: la resilienza del teatro in “Servo di scena”

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Tristemente attuale la trama del celebre dramma di Ronald Harwood interpretato da un formidabile trio: Geppy Gleijeses, Maurizio Micheli e Lucia Poli

FASANO – La guerra incombe ma lo spettacolo deve andare avanti. Quanto mai attuale la storia narrata in Servo di scena (Gitiesse Artisti Riuniti in coproduzione con il Teatro Stabile di Catania), andato in scena ieri sera (10 marzo) al Cinema Teatro Kennedy nell’ambito della Stagione di prosa realizzata dalla nostra Amministrazione in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

Il celebre dramma scritto da Ronald Harwood ha rappresentato sin dal suo esordio nel 1980 una vera e propria sfida attoriale per i tre protagonisti. Non hanno fatto eccezione i due strepitosi interpreti di questa versione nella traduzione di Masolino D’Amico e diretta da Guglielmo Ferro, Geppy Gleijeses nei panni del capocomico, sir Ronald, e Maurizio Micheli in quelli del suo servo di scena, Norman e Lucia Poli nel ruolo di Milady. Un’entusiasmante gara di recitazione a tre, dunque: ma lì dove non si discutono le qualità “giogionesche” di Gleijeses e la nobiltà interpretativa della Poli, è Micheli a sorprendere per la sensibilità con cui affronta il ruolo del servo di scena. Brillante senza mai eccedere: impeccabile. A completare il cast, Roberta Lucca, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone e Antonio Sarasso.  

L’ultima giornata di sir Ronald, il più grande interprete del Bardo della sua epoca (siamo nell’Inghilterra del 1940), cocciuto e irritante attore ormai al declino. Per lui recitare è l’unica ragione di vita, e per questo, nonostante il bombardamento tedesco e nonostante stia male fisicamente, decide di andare in scena gettando nella preoccupazione il direttore di scena e l’intera compagnia. A supportare la sua decisione c’è ovviamente Norman, il suo servo-segretario, consumato da un’amorevole dedizione per il suo padrone. Norman e sir Ronald sono legati da un rapporto simbiotico: il primo si prostra a prendersi cura – pur non risparmiandogli mai critiche – del secondo, nonostante venga da quest’ultimo spesso maltrattato.  

Servo di scena è un sublime testo esempio di metatetatro in cui viene omaggiato l’Autore per eccellenza, William Shakespeare, che non a caso in Come vi piace fa dire a uno dei suoi personaggi: «Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti».

Un testo capace tragicamente di fondere la realtà della finzione scenica con quella della finzione narrativa: le bombe “vere” che cominciano a piovere proprio durante quelle “di scena” a circa metà del Re Lear. Una triste coincidenza con quello che sta accadendo in questi giorni in Ucraina: l’arte può davvero trasformarsi in uno scudo, strumento di strenua resistenza alle brutture della guerra?

Fotoservizio di Francesco Schiavone.

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