Si riaccende la speranza con la musica dell’Accademia dei Cameristi di Bari

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

Con il trio Sebastianutto, Fantone e Torquati riprende la decima stagione concertistica al Chiostro dei Minori Osservanti

FASANO – Il talentuoso scrittore britannico Nick Hornby ha dichiarato, a proposito della musica, che “ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza”. Niente di più vero: rifugiarsi nella irraggiungibile musica del passato nutrendo la speranza che tutto possa tornare alla normalità prima possibile. È ciò che, davvero bisognosi, abbiamo provato ieri (8 settembre) nella suggestiva cornice (ad eccezione di ieri per via di un concomitante evento nelle vicinanze) del Chiostro dei Minori Osservanti.

È ripresa infatti la decima stagione concertistica dell’Accademia dei Cameristi di Bari, con i sublimi concerti del martedì, curati come sempre dalla direttrice artistica Mariarita Alfino e patrocinati dall’Amministrazione comunale fasanese.

A esibirsi è stato il trio composto da Christian Sebastianutto al violino, Ilario Fantone al violoncello ed Emanuele Torquati al pianoforte. Un programma variegato ma di indiscutibile fascino quello proposto dai tre musicisti. In apertura l’esecuzione della terza delle trascrizioni di Tristia (trascr. da Vallè d’Obermann) composto nel 1880 dall’ungherese Franz Liszt. A seguire il poema sinfonico Orpheus S.98 ancora una volta composto, tra il 1853 e 1854, da Listz ma eseguito nella versione arrangiata da Camille Saint-Saëns.

Nella seconda parte di programma i tre talentuosi musicisti (in grado di dominare con disinvoltura le vivaci campane della chiesa accanto) hanno eseguito il Trio in sol min. op.3 di Ernest Chausson, composto da quattro movimenti: non troppo lento – animato, veloce, molto lento e animato.

Come bis il trio ha proposto nuovamente la sezione finale del delicatissimo Tristia di Liszt. Prossimo imperdibile appuntamento, il 22 settembre con musiche di Casella e Beethoven.

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