Romana Petri protagonista dell’appuntamento online con i Presidi del Libro

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

La scrittrice ha presentato il suo “Figlio del lupo” nel secondo incontro della rassegna in streaming “Connessioni e Relazioni”

FASANO – Romana Petri è stata la seconda protagonista della rassegna “Connessioni e Relazioni” promossa dai Presidi del Libro di Fasano. Si è tenuta ieri pomeriggio sul gruppo Facebook dell’associazione la presentazione del suo nuovo libro “Figlio del lupo”, alla presenza in streaming dell’autrice che ha conversato con la docente Mariella Muzzupappa. “Figlio del lupo” edito Mondadori è dedicato a Jack London, che non ci viene presentato attraverso una biografia perché nelle parole della Petri è come se diventasse il protagonista di un romanzo inedito. Ed è interessante proprio l’esercio di una scrittrice che racconta la furia di vivere di un uomo che ha fatto il pugile, il cacciatore di foche, l’agente di assicurazioni, il cercatore d’oro, che ha amato l’ombra azzurra delle foreste e la luce smagliante dei mari, che ha guardato, ceruleo d’occhi e di pensieri, l’anima dei popoli in lotta e il cuore delle donne.

Una prova narrativa che fa delle donne la via per srotolare il filo di
una storia vera, così come è vera la storia dei personaggi che abbiamo amato. E allora ecco sviluppate le vicende di un uomo sospeso fra la foga ispirata del grande narratore e la voce dispiegata del socialista che vuol parlare da rivoluzionario, ma che non rinuncia a farsi allacciare le scarpe perché non ha tempo da perdere, sospeso fra il gioco dell’amore promesso, vissuto, tradito sempre ad alte temperature e il tormento di un fallimento incombente.

Romana Petri inizia ad amare Jack Londan dall’età di cinque anni grazie al padre, apprezzandone quella fragilità che ha saputo renderlo un grande scrittore. Perché non si diventa artisti se non si è usciti da una situazione di ripiegamento su grandi dolori. Jack London poi è stato un intellettuale curioso: ha voluto diventare uno scrittore quando ancora era un semi-analfabeta. Ha studiato tanto da autodidatta sulle pagine dei libri che più amava, conservando però sempre quel suo desiderio di primitività ferocissimo.

Romana Petri gli ha dedicato un libro che porta un nome che in realtà è un suo stesso epiteto (nonchè nome della prima opera di Jack London), ricordando quanto fosse preziosa quella sua anima che teneva nascosta agli altri e che, ogni tanto, lo prendeva alla sprovvista.

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