“Rocket Girls” di Laura Gramuglia, quando la musica è sinonimo di rivalsa

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

Presentato ieri il libro, Fabbri Editore, in un incontro del Presidio del Libro di Fasano

FASANO – Un percorso narrativo e una musica “di denuncia” quella che traspare dalle pagine di “Rocket girls. Storie di ragazze che hanno alzato la voce!”, Fabbri Editore, libro di Laura Gramuglia presentato ieri – martedì 17 settembre – nel Chiostro dei Minori Osservanti, in un evento promosso dal Presidio del Libro di Fasano, in collaborazione con la compagnia Glitter. L’evento, patrocinato dal Comune di Fasano, ha visto la presenza del C.I.F. di Fasano e del Leo Club Fasano.

Ad aprire la serata Annamaria Toma del Presidio del Libro di Fasano che ne ha approfittato per ringraziare i presenti e dare il via all’evento con il brano Woman di Neneh Cherry interpretato da Miriam Neglia della compagnia Glitter.

Laura è un’autrice, speaker e dj. Ha lavorato per Radio Deejay e per riviste come “Rolling Stone” e “Tu Style”. Attualmente lavora per Radio Capital come conduttrice di vari programmi, fra cui “Rocket Girls”, omonimo del suo ultimo libro.

Come ha avuto modo di spiegare a Teresa Cecere, direttrice artistica della compagnia Glitter e presentatrice della serata, il libro non è una semplice raccolta di biografie, ma vuole rappresentare una narrazione vera e propria delle storie di quelle cantanti che hanno usato la musica non solo come mezzo di mero intrattenimento del pubblico, ma come forte espressione di libertà e rivalsa in contesti spesso difficili.

L’anima guida che apre e chiude il libro è Patti Smith, la “sacerdotessa del rock” che lamentava la mancanza di modelli femminili a cui ispirarsi, il suo modello fu infatti Keith Richards. «Immaginate la difficoltà, in un mondo senza social, di condividere idee e fare rete fra artisti» ha affermato la Gramuglia, che ha raccontato di come la Smith, giunta con pochi spiccioli nella New York di fine anni sessanta, riuscì a trasformare la fortuna in talento.

Patti è stata la prima a “fare rete” in un mondo difficile, quello della musica rock, dove spesso l’agognato successo arrivava solo in età matura. «Ma all’epoca si aveva la possibilità di sbagliare – ha continuato la Gramuglia – oggi invece gli artisti sono dati in pasto all’industria musicale e, se il primo pezzo non funziona, spesso sei fuori da questo mondo».

Una vita non facile quella di molte artiste, come Tina Turner e Tracy Chapman, fra le protagoniste degli estratti del libro letti da Simona Baccaro. Vittime di violenza domestica, entrambe hanno saputo portare avanti una rivalsa legata a doppio filo con le proprie canzoni, in cui hanno raccontato della propria esperienza.

Si passa dalle violenze domestiche al rapporto conflittuale con le droghe e gli alcolici di Amy Winehouse, morta giovanissima e interprete di testi dove inevitabilmente l’emozione prendeva il sopravvento. Ed altre artiste “maledette” come Yoko Ono, musa ispiratrice di John Lennon, considerata ancora da molti come la causa dello scioglimento dei Beatles e tuttavia riconosciuta come co-autrice della canzone Imagine solo nel 2017, 46 anni dopo l’uscita del singolo.

Laura Gramuglia, in questo emozionante incontro terminato con l’interpretazione di Miriam Neglia del brano Stronger than me di Amy Winehouse, ha dunque raccontato la storia di artiste che hanno saputo rivoluzionare il mondo del rock e anche il modo di pensare di molte donne. Compito dell’artista infatti non è solo quello di veicolare emozioni, ma quello di diffondere messaggi di rinascita e rivalsa.

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