L’UTL incontra al Faro di Torre Canne la scrittrice Paola Colarossi

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

Illustrerà il suo volume “Ti prometto il mare”

TORRE CANNE – Oggi, giovedì 27 agosto, alle ore 19, presso il Faro di Torre Canne, l’Università del Tempo libero di Fasano, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, incontrerà la scrittrice Paola Colarossi che illustrerà il suo volume “Ti prometto il mare”, Edizioni Progedit. L’evento, patrocinato dal Comune, s’incastona nel Piano Formativo 2019/20 dell’Universitas locale e, precisamente, nei progetti “Un libro da vivere” e “ I Diritti umani”. Interverrà il sindaco di Fasano, dott. Francesco Zaccaria. Dialogherà con la Colarossi, l’assessore alla Cultura, alla Pubblica Istruzione, e alle Pari Opporunità, dott.ssa Cinzia Caroli. Coordinerà la serata, la presidente dell’UTL, prof.ssa Palmina Cannone.

La scrittrice, laureata in Scienze biologiche, insegna presso un Istituto Comprensivo di Andria, città in cui vive. Dal 2005 al 2009 ha collaborato, alla stesura di “Eirene”, foglio di ricerca e cultura della pace, pubblicazione periodica promossa dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Andria, in collaborazione con l’Università di Bari. Dal 2010 al 2012 ha collaborato con la rivista “Scuola e Didattica”, editrice La Scuola, Brescia. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo libro “È solo questione di tempo. La mia vita, una favola”, Edizioni Etet. Ha partecipato a varie edizioni di “Libri nel borgo antico” di Bisceglie. Ha frequentato corsi di Scrittura creativa.

Questo suo nuovo lavoro letterario è un racconto fiabesco. Per i contenuti proposti, si rivolge a un pubblico adulto, sebbene la leggerezza del linguaggio e lo stile narrativo adottato consentano l’approccio introspettivo anche da parte degli adolescenti. “Ti prometto il mare” è una storia di donne. Un racconto nel racconto, diviso in tre parti, i cui accadimenti si snodano in tempi e luoghi differenti. Come introduzione, una fiaba, che narra la storia del flusso della Vita che si ripete ininterrotto dall’infinito passato, proiettandosi in protagonisti legati uno all’altro da destini incrociati, da storie condivise. La prima parte, quasi un antefatto al racconto finale, narra le vicende di tre personaggi: Bambina, una piccola sposa di appena dodici anni, Fiordiloto, la giovane serva che la accudisce e Capellidargento, la saggia e amorevole cuoca del palazzo in cui, tutte e tre, vivono. Il tema delle spose bambine e delle orfane dei paesi asiatici costituisce il fulcro da cui tutta la vicenda si snoda. Testimonia, altresì, l’atto di brutalità estrema a violazione del diritto alla Vita: la duplice negazione alla sessualità e all’infanzia. Il racconto stesso diviene protagonista della storia nella fase centrale, quasi un ponte tra passato e futuro: le vicende raccontate dalla saggia Capellidargento divengono balsamo lenitivo e infondono la Speranza per poter continuare ad avanzare. I personaggi, che intervengono nella seconda parte, contemporanei e reali nelle loro vicissitudini, rappresentano il mondo a noi più vicino, la realtà in cui ci muoviamo, nota e apparentemente evoluta. Centrale, il tema della maternità e la grande responsabilità delle madri nel sostenere, proteggere, rivendicare la Vita. La conclusione è affidata alla principessa Animabella, che incarna l’eroina attraverso la quale, tutte le donne, vittime del Fato, venute prima di lei, otterranno la loro vittoria. Volutamente, luoghi e tempi rimangono indefiniti, a sottolineare l’universalità della Vita.

La cittadinanza è invitata.

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