Leonardo da Vinci, l’immortalità del genio imperfetto nel libro di Vittorio Sgarbi

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L’evento si è svolto ieri al Teatro Sociale ed ha registrato il tutto esaurito

FASANO – Leonardo da Vinci è stato, è e sarà sempre un genio. Un genio imperfetto e immortale, come ha voluto definirlo il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi che ieri sera, domenica 26 gennaio, ha presentato al Teatro Sociale di Fasano il suo ultimo libro “Leonardo. Il genio dell’imperfezione” (ed. La Nave di Teseo). Una festa inusuale per la nostra editrice Laura De Mola che, nel giorno del suo compleanno, ha organizzato questo appuntamento culturale con il suo Mondadori Point, inaugurato lo scorso 10 novembre.

«Una donna coraggiosa che ha avviato una libreria proprio quando molte attività del settore stanno chiudendo i battenti» ha commentato Vincenzo Sparviero, caporedattore de La Gazzetta del Mezzogiorno, che ha affiancato la De Mola nel dialogo con l’autore ospite della serata.

È toccato a Cinzia Caroli, Assessore alla Cultura, portare i saluti dell’Amministrazione comunale per poi lasciare spazio a una frizzante e dinamica lezione di storia dell’arte come quelle che solo Vittorio Sgarbi può tenere, riuscendo a mantenere viva l’attenzione del pubblico per tutta la durata del suo coinvolgente e curioso intervento. L’attenzione ai dettagli, le originali riflessioni esposte dal suo essere così estroso, eccentrico ma costantemente brillante, hanno catturato i presenti interessando intenditori e non.

«Leonardo tiene in sé antico e moderno essendo un pittore classico e, al tempo stesso, contemporaneo – ha spiegato Vittorio Sgarbi – Un’artista talmente seduttivo e capace di raccontare che riusciva a convincere anche di cose impossibili. La cosa che più di tutte lo dimostra è la concezione dell’essere creativi. Parliamo di creazione di immortalità: l’artista crea e diventa immortale. Dio è dentro di noi e attraverso le nostre mani continua la sua opera.

Leonardo infatti dice che l’arte è cosa mentale. Un oggetto può diventare altro da sé perché è l’artista che inventa i pensieri. Il pensiero può tutto, può sovrapporsi a Dio ma la realizzazione è il limite dell’uomo. Come la necessità dell’uomo di volare e la costruzione dell’elicottero avvenuta molti anni dopo».

Per mezzo della proiezione di alcuni dipinti, Sgarbi si è poi soffermato sui particolari de “La dama con l’ermellino” che «guarda dall’altra parte perché è come se lei guardasse solo il suo amato, unico obiettivo del suo pensiero e del suo interesse. Un ritratto d’amore di una donna che esprime la volontà di appartenere a uno soltanto» mettendola a confronto con la Gioconda che invece «guarda tutti perché è di tutti ed è tutti. Lei è cosciente di essere perfezione che Dio ha creato, ha la sensazione di dominare il mondo, sa di essere la creatura perfetta. La versatilità della Gioconda nel corso dei secoli è l’immagine di tutti noi. Questo è uno degli aspetti che rende originale l’artista».

Il critico non poteva naturalmente tralasciare “L’ultima cena” che ha descritto come «l’opera peggio dipinta. La pittura a secco ha provocato le lesioni nel tempo. Leonardo, nella sua pigrizia, ci ha messo cinque anni per dipingerla. Il restauro poi è diventato una sorta di impronta dell’originale. Leonardo però è il primo pittore-psicologo perché nella sua opera i discepoli interagiscono e reagiscono all’accusa di tradimento del Cristo».

Un’artista poliedrico sempre attuale che, nonostante centinaia di anni, continua ancora ad affascinare e stupire con la sua immensa genialità.

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