La vita e le parole di Mogol incantano l’auditorium del “da Vinci”

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

È andato in scena ieri lo spettacolo sul grande paroliere milanese

FASANO – Lucio Battisti e Giulio Repetti, in arte Mogol, due anime artistiche legate da un filo sottile da cui sono nati capolavori della musica popolare italiana. Un’amicizia andata al di là della separazione artistica fra i due e che ha dato spunto allo spettacolo “Il nostro canto libero”, andato in scena ieri sera nell’auditorium del liceo “Leonardo da Vinci” di Fasano.

Un’idea nata dalla collaborazione fra le due dirigenti scolastiche Maria Stella Carparelli (istituto “da Vinci”) e Maria Conserva (istituto “Bianco-Pascoli”) in associazione a Fasanomusica, che proprio lo scorso dicembre ha portato Mogol nella nostra città. Il progetto ha visto impegnati 8 docenti di musica e lettere, Ada Dibello, Tiziana Leporati, Adriana Nardelli, Ciro Greco, Mariella Natoli, Antonio Vinci, Mina Corelli e Michele Iacovazzi, e 34 ragazzi dei due istituti.

Lo spettacolo colpisce sin da subito perché comincia a narrare quella che è la vita di un’artista nato con molti problemi, come la dislessia e la carenza in alcune materie, ma che ha saputo impressionare con la capacità di scrittura e di “poesia”. E poi l’esperienza con l’etichetta discografica “Ricordi”, la conoscenza con Lucio e le sue “brutte canzoni”, la fondazione del C.E.T (Centro Europeo di Toscolano) nel 1992 e la creazione della Nazionale Italiana Cantanti grazie al quale ha potuto supportare molte iniziative benefiche.

Al racconto dei sogni di molti ragazzi che ambiscono all’ammissione al C.E.T, la “scuola di Mogol”, si accompagna l’interpretazione di testi meravigliosi che Mogol ha scritto per Battisti e che il pubblico ha potuto ascoltare: “La canzone del sole”, “Il mio canto libero”, “I giardini di marzo”, “Emozioni”, “Sì, viaggiare”, “Pensieri e parole”, “E penso a te” e “Una donna per amico”.

Ma Lucio non è l’unico artista con cui il grande paroliere ha collaborato. I ragazzi hanno anche cantato “L’emozione non ha voce” e “L’arcobaleno” di Adriano Celentano, “Se stasera sono qui” di Luigi Tenco, “Canzoni stonate” e “Vita” di Gianni Morandi, “Insieme” di Mina, “Un nuovo amico” di Riccardo Cocciante e “Oro” di Mango.

«Questi testi sono stati interpretati da ragazzi di un’altra generazione ma che hanno potuto conoscere la vita di un uomo affascinante che ha dedicato la sua attenzione agli umili e agli ultimi», come ha precisato la dirigente Carparelli. Ed è la capacità di comunicare che conta davvero per Mogol che ama ricordare quanto sia importante formare prima uomini che cantanti.

La serata si è infine conclusa con uno splendido Medley di “Un’avventura” e “Con il nastro rosa” di Battisti, a incorniciare uno spettacolo di grandi emozioni.

Fotoservizio a cura di Francesco Schiavone.

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