La poetessa fasanese Natalizia Pinto rende omaggio al filosofo Giuseppe Panella

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

Si è svolto al Teatro Tordinona, a Roma, un reading poetico

ROMA – Il 10 giugno, la poetessa fasanese Natalizia Pinto si è recata al Teatro Tordinona, a Roma, per un reading poetico, organizzato dalla casa editrice “Pagine” in occasione della presentazione dell’antologia Vola da me, in cui sono pubblicate diverse sue poesie.

Sul palco la Pinto ha dedicato la sua presenza a Giuseppe Panella scomparso il 20 maggio e, prima di leggere i versi scritti per lui, ha recitato la poesia Simbiosi, che con il suo unico verso “L’universalità nell’io del due”, ben rappresenta il loro empatico rapporto.

C’era una forte stima intellettuale e grande affetto tra lei ed il filosofo Panella, poeta, saggista, scrittore e docente di Estetica presso la Normale di Pisa: egli viveva a Prato, dove la Società Filosofica Italiana della Città ha intitolato l’Associazione proprio a Giuseppe Panella.

I due poeti si erano conosciuti in incontri culturali, durante gli anni di insegnamento della Pinto a Firenze. Lei lo considera un suo maestro: gli si rivolgeva per avere dei suggerimenti sui suoi scritti, che lui apprezzava molto. Per capirlo, basta leggere la recensione al libro di poesia Il tempo in cornice, presente nel link dedicato alla Pinto, presso il sito “Il portale del sud”. Panella inviava alla poetessa, a sua volta, diversi suoi lavori e libri pubblicati e, con estrema fiducia, le sue poesie, alcune delle quali, hanno arricchito i recital, scritti e realizzati nell’ ambito degli eventi dell’Associazione Culturale “Cocolicchio”; ad esempio le poesie: Un cielo trapuntato di stelle e Memorie per Firenze. Esse sono state inserite, rispettivamente, nei recital “Pensieri nella notte” e in “Con i luoghi nel
cuore”.

Altro momento particolare è stato l’incontro del 7 giugno: “Autori allo specchio” organizzato da “Astrolabio Cultura”, presso la libreria Blu Book di Palazzo Blu a Pisa. Qui Natalizia si è stretta intorno alla memoria di Giuseppe con altri suoi amici e con la sorella Luisa, invitata dalla poetessa Valeria Serofilli, leggendo la seguente lirica:

Per Beppe / Le tue verità / fermano le parole / chimere strappate / da libero arbitrio; / lotta per il legittimo sollievo / di un gesto pensato / rubato in un soffio esiguo / Non mi resta che leggerti / Di mio c’è solo una lacrima, / unica penna / che fedele, / limpida scrive il dolore.

Sono versi ispirati alla poesia Il tempo prende il tempo dà di Panella, in cui si legge “la descrizione limpida del tempo che scorre, le aspettative che speriamo si realizzino con il passare del tempo, le delusioni che il tempo ci consegna” (A. L.): Il tempo ci prende la mano e ci porta / per le strade più
strane del mondo / ci adagia negli angoli battuti dal vento / ci costringe a scelte riduttive / o a sorrisi angoscianti quando vorremmo / che tutto fosse diverso e accettabile / e che il nostro universo non ci ponesse / dilemmi impossibili, scelte laboriose / contatti ineludibili / …il tempo ci prende e ci consola / il tempo ci uccide e ci impedisce di vivere / il tempo massacra il nostro sogno / e lo respinge nel momento remoto dell’oblio / …siamo sempre divisi a metà / tra quello che poteva essere e non è stato / tra quello che abbiamo voluto e non abbiamo avuto / tra quello che ci siamo detto e non abbiamo creduto / tra ciò che siamo e vorremmo poter essere.

Nelle sue confidenze, la Pinto ringrazia il filosofo per quanto le ha insegnato e per quanto l’ha apprezzata e incoraggiata, affermando, inoltre, che a consolarla è il ricordo di avergli scritto una lettera in cui esprimeva la gratitudine che aveva per lui.

La scrisse per rispondere a un desiderio che le s’imponeva dal più profondo del cuore. Lui ne fu felice, ma le rispose con pochi righi; “forse sin da allora soffriva per quello che ora gli ha tolto la vita terrena”.

Ed è così che la poetessa rivolge l’addio al suo caro maestro.

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