La lunga notte della settima arte targata Sa.Fi.Ter

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Ritorna nel territorio fasanese il Film Festival Internazionale Cortometraggio con due intense serate

FASANO – Un gradito ritorno quello del Sa.Fi.Ter, sotto la direzione artistica di Romeo Conte. Grazie a Laura De Mola – la sua Egnathia Corse ha patrocinato le due tappe di Fasano –, sempre attenta all’importante contributo che il nostro territorio con la sua naturale bellezza, ha regalato e regala al cinema internazionale. Giunto alla sua diciassettesima edizione, il festival itinerante non ha mutato la sua formula: proiezione di lungometraggi (sei) e di cortometraggi (trentanove suddivisi in quattro categorie), oltre a incontri e dibattiti con i protagonisti delle pellicole proiettate in varie zone della nostra Puglia.  

La lunga notte dedicata alla settima arte, che si è svolta ieri (8 luglio) presso La Torre Bianca di Enzo Cardone in contrada Coccaro, è iniziata con la proiezione, fuori concorso, del bellissimo film di Pippo Mezzapesa, “Il bene mio”, con Sergio Rubini nei panni del protagonista Elia, Dino Abbrescia, Sonya Mellah e Francesco De Vivo, tra gli altri. Una poetica apologia del dolore per la perdita (in questo caso a seguito di un drammatico terremoto che ha svuotato il paesino di Speranza) affidata a un mostro di bravura come Rubini, qui probabilmente alla sua prova attoriale migliore. Durante la serata due i premi Sa.Fi.Ter assegnati al film: al regista Pippo Mezzapesa e a Francesco De Vivo nei panni del sindaco e cognato di Elia.  

A seguire, sempre fuori concorso, il cortometraggio firmato da Francesco Prisco, dal titolo “Wash me!”, dal sapore vagamente kinghiano, con un bravissimo Massimiliano Gallo (anche lui premiato da Lello Di Bari) capace di esprimersi solo con gli sguardi.

Quindi la proiezione di nove degli undici corti in concorso per la sezione “Commedia”. A cominciare da “Walter treppiedi” di Elena Bouryka, in cui brilla Vittorio Ciorcalo, grandissimo nei panni di uno squallido manager dello spettacolo; quindi il divertente “Amici comuni” di Marco Castaldi, il cinismo raffinato di “Monsieur Henderson” diretto da Thomas Scohy, lo straziante “Per sempre” di Alessio Di Cosimo, uno dei migliori corti visti con un sublime Lou Castel nei panni dell’eterno innamorato; “Tra fratelli” di Lidia Vitale, “Anna” di Federica D’Ignoti e “Mazeppa” di Jonathan Lago Lago, i tre corti più scialbi della selezione; “Ragù noir” di Alfredo Mazzara, a nostro parere il corto più bello visto in gara, forte di una solida sceneggiatura e di un cast tutto al femminile praticamente perfetto e infine il surreale e delicato “Pepitas” di Alessandro Sampaoli.

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