Festival della Scienza a Fasano, tra fisica e matematica

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

Seconda giornata della manifestazione organizzata dal Comune e intitolata quest’anno “Un grande balzo per l’umanità”

FASANO – Sono la fisica e la matematica le grandi protagoniste della seconda giornata del “Festival della Scienza”, la manifestazione dedicata al rapporto tra scienza e politica, promossa dal Comune di Fasano insieme al Politecnico di Bari, finanziata dalla Regione Puglia e da ENI. Due gli appuntamenti in programma ieri (20 ottobre), che si sono entrambi svolti a Palazzo di Città.

Ad aprire, la lettura scenica del dramma scritto da Robert Marc Friedman “Ricordando Lise Meitner”, curata da Francesca Fava nei panni di Lise Meitner, Graziano Piazza in quelli del fisico Ludwig Boltzmann e Edoardo Siravo in quelli del chimico Otto Hahn. Un testo complesso, soprattutto nelle sue parti “più tecniche”, che diventa affascinante e più fruibile là dove viene fuori la vicenda umana della scienziata che scoprì la fissione nucleare. Ebrea e donna, costretta a fuggire e lasciare le sue ricerche e le sue scoperte nelle mani di colleghi maschi che ne approfitteranno per soffiarle l’ambito premio Nobel. Una storia di interessi e tradimenti che si consumano nelle quattro pareti di un laboratorio nel 1939, con Hitler alle porte.   

A seguire l’incontro con coloro che il moderatore della serata, Pino Donghi, ha definito «la logica italiana»: Piergiorgio Odifreddi e Gabriele Lolli. Il primo, le cui abilità di sintesi, chiarezza e dialettica sono ormai un suo marchio di fabbrica, ha presentato il suo ultimo libro “Il Dio della logica. Vita geniale di Kurt Gödel, matematico della logica”, il secondo, più accademico e meno empatico, il volume dal titolo “I teoremi di incompletezza”, che sempre Gödel espose nel 1930. Un filo rosso quindi che ha legato i due autori a uno dei maggiori pensatori del Novecento.

Ne è venuto fuori un profilo inedito e inaspettato di un uomo che è stato anche un filosofo travestito da matematico. Indubbia l’importanza dei suoi teoremi di incompletezza, che assieme alle ricerche sulla logica, sulla cosmologia arrivando fino alla teologia, ha influenzato un’altra delle menti più brillanti della storia, quell’Alan Turing, antesignano del moderno computer. Tra aneddoti divertenti sulla sua vita privata (era un uomo pieno di paranoie, tipo quella di essere avvelenato, oltre che ipocondriaco) e le sue teorie sulla indimostrabilità di alcune verità, che quindi non si possono dedurre, il pubblico di Fasano ha potuto conoscere un po’ più da vicino colui che, come lo stesso Odifreddi ha definito, il più grande studioso di tutta la storia dell’umanità, tallonato a stretto giro probabilmente solo da Aristotele.

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