Accademia dei Cameristi, dissonanze d’autore

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

Bonaita, Consonni, Marini e Palmizio in un concerto che affonda le radici nella tradizione classica con uno sguardo rivolto al futuro

FASANO – Un concerto intrigante e decisamente suggestivo, a dimostrazione che le proposte dell’Accademia dei Cameristi (con la direzione artistica di Mariarita Alfino) riescono a sfidare l’ascolto e a vincere sempre. Il sesto appuntamento in cartellone della IX Stagione di musica, organizzato in collaborazione con il Comune di Fasano è andato in scena ieri sera (12 marzo) presso l’Auditorium del liceo “da Vinci” di Fasano.

Quattro i giovani musicisti che il pubblico ha potuto ammirare: in rigoroso ordine alfabetico, Francesca Bonaita al violino, Martina Consonni al pianoforte, Francesco Marini al violoncello e Daniel Palmizio alla viola.      

Originale il programma proposto. In apertura il trio composto da Bonaita, Marini e Palmizio hanno eseguito il Divertimento per trio d’archi composto nel 1946 da un giovanissimo Luciano Berio. Sperimentale e affascinante. A seguire, accompagnati da Martina Consonni al piano, i quattro musicisti hanno eseguito il Quartetto op. 16 (tre i movimenti: Allegro moderato; Andante mesto e Vivace), composto dal rumeno Georges Enescu nel 1909. Raffinato, sontuoso ed enigmatico. Due autori, Berio ed Enescu che attraverso il recupero della tradizione (senza necessariamente distruggerla, secondo il pensiero della gran parte dei musicisti del primo ‘900) hanno saputo creare, mediante l’innesto di dissonanze, sonorità moderne.

Il prossimo appuntamento è per il 26 marzo. Ad esibirsi saranno Federico Piccotti, Gianluca Montaruli ed Emanuele Torquati. Musiche di Malipiero e Brahms. Non mancate.     

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