A Lama d’Antico la luce “rianima” gli storici affreschi

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

Presentato ieri il restauro virtuale della chiesa rupestre alla presenza del critico d’arte Vittorio Sgarbi

FASANO – “Dio disse: «Sia luce!» E luce fu”. Ed è proprio la luce che oggi fa rivivere la religiosità impressa sulle pareti della chiesa rupestre di Lama d’Antico.

Primo esempio in Italia, è stato presentato ieri il “Virtual Restoration experience”, ovvero il restauro virtuale completo della pittura rupestre di età medievale.

Immagini di Santi accanto a raffigurazioni del Cristo, hanno ripreso vita grazie al lavoro della Fondazione San Domenico, presieduta da Marisa Lisi Melpignano, che si occupa della cura, del restauro e della gestione dell’area di proprietà del Comune di Fasano.

L’affascinante restauro è stato presentato ieri nel corso di un evento riservato esclusivamente ai giornalisti e alle autorità e ha visto la presenza del critico d’arte Vittorio Sgarbi. «Questo restauro rappresenta la coalizione tra tempi moderni e storia antica. La mano dell’artista è la mano di Dio e oggi è la stessa luce a riportarci il suo messaggio. La luce è Dio e ridà vita agli affreschi. Dio è il sole, e la luce artificiale è un’alternativa al sole che riesce a ridare vita a chi l’ha perduta. La luce è un testimone che si passano le epoche. Dio era dentro chi ha pensato di voler lasciare un segno sulle grotte. Si sentì il bisogno di stampare Dio sui muri e proteggerlo. Questo è il miracolo: Dio esiste se appare su quelle pareti e noi oggi con la luce possiamo pregare come un tempo».

«Con il restauro abbiamo voluto far capire e trasmettere soprattutto la percezione e la spiritualità attraverso cui era possibile parlare nel medioevo» ha spiegato poi Giuseppe Donvito, storico dell’arte responsabile del Parco e ideatore del progetto insieme a Massimo Limoncelli e Maria Potenza, con la collaborazione scientifica del dott. Roberto Rotondo e dell’arch. Carmelo Di Fonzo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto, diretta dall’arch. Maria Piccarreta.

La progettazione tecnica, curata dall’arch. Giovanni  Di Vito (studio Vitruvio srl), si è quindi basata sull’utilizzo di un’innovativa realizzazione di video mapping del dott. Claudio Donato, grazie al quale «La parete nuda torna a raccontare» come ha affermato l’arch. Piccarreta, permettendo di tuffarsi nel passato e rivedere nel dettaglio ogni affresco della chiesa rupestre che il tempo aveva cancellato, facendo riemergere i colori, le figure e anche particolari elementi finora sconosciuti.

Un’emozionante esperienza resa ancor più preziosa dal concerto sotto le stelle dell’Apulian Youth Symphony Orchestra, 70 giovanissimi elementi diretti dal M° Teresa Satalino e scelti dal meridione d’ Italia.

Tra gli ospiti presenti, oltre alle autorità locali quali il sindaco Francesco Zaccaria, il consigliere regionale Fabiano Amati e l’ex senatore Nicola Latorre, anche il giornalista Enrico Mentana è stato spettatore del suggestivo evento.

Lo straordinario e sorprendente restauro sarà visitabile dal pubblico a partire da quest’oggi, tutti i giorni dalle ore 17,30 prenotandosi al 3283597517 o 3924161712, oppure tramite email all’indirizzo info@lamadantico.it.

Tagged

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *