A Fasanomusica le “Emozioni” forti di Mogol e Gianmarco Carroccia

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Il terzo appuntamento della nuova Stagione Concertistica ha proposto un viaggio musicale per ricordare l’immenso Lucio Battisti

FASANO – Se si pensa a Lucio Battisti, icona della musica leggera italiana, non si può fare a meno di accostarlo a Giulio Repetti, in arte Mogol. Difficile decider chi sia l’alter ego di chi. Due talenti infiniti che hanno saputo creare un numero incredibile di canzoni indimenticabili, molte delle quali sono e saranno il pilastro della musica pop di casa nostra. Ieri sera (5 dicembre) al Teatro Kennedy è andato in scena – nell’ambito della Stagione Concertistica di Fasanomusica – lo spettacolo “Emozioni”. Sul palco oltre a un’orchestra di sei elementi, il guru Mogol appunto, e Gianmarco Carroccia, raffinato interprete e profondo conoscitore del repertorio di Battisti.  

Ad aprire la scaletta musicale è proprio la canzone che dà il titolo allo spettacolo, “Emozioni”, interpretata da Carroccia. Quindi, tra aneddoti e ricordi – il primo incontro con Battisti che non fu proprio positivo in quanto il maestro disse senza peli sulla lingua che le canzoni che il giovanissimo Lucio gli aveva fatto ascoltare erano proprio brutte – il pubblico ha potuto ascoltare: “29 Settembre”, “Io vivrò senza te”, “Un’avventura”, “Il patto” (scritta con un altro genio della musica italiana, Gianni Bella), “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Dieci ragazze”, “Anche per te”, “I giardini di Marzo”, “Il profumo del mare” (anche questa scritta a quattro mani con Bella), “E penso a te”, “L’aquila”, “Il  mio canto libero” (composta in seguito alla separazione con sua moglie), “La collina dei ciliegi”, “Il nostro caro angelo” e “La canzone del sole”.

Mogol intervistato durante la serata da Matteo Di Tano, ha parlato della Nazionale Italiana Cantanti, di cui fu uno dei promotori e grazie alla quale sono stati raccolti quasi cento milioni di euro devoluti ai piccoli sofferenti, e del Cet (Centro Europe del Toscolano) la scuola fondata nel 1992 da lui che è una vera e propria fucina di talenti (come lo stesso Carroccia e Arisa), e nella quale il compositore presta la sua esperienza. E ai giovani che vogliono avvicinarsi al mondo musicale Mogol dà un solo consiglio: studiare, perché «con lo studio si coltiva il talento». La cosa più bella della serata è stata vedere il paroliere milanese accompagnare Carroccia e spesso tutto il pubblico fasanese con la meraviglia del bambino che sta cantando le “sue” canzoni per la prima volta. A chiudere lo spettacolo, dopo l’uscita di scena di Mogol, due pezzi da novanta, pescati dalle ultime produzioni del fantastico duo: “Una donna per amico” e “Con il nastro rosa”. A suggellare un’ondata di forti emozioni.

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