A Fasanomusica i maestri ucraini sfoderano gli archetti come unica arma di pace

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

Tante emozioni sul palco del Teatro Kennedy ieri sera con l’esibizione della National Chamber Ensemble “Kiev Soloists” accompagnata dall’oboista Francesco di Rosa

FASANO – Una serata speciale e particolarmente densa di emozioni quella andata in scena al Cinema Teatro Kennedy ieri sera (3 marzo) nell’ambito della 39ma Stagione concertistica di Fasanomusica. Ad esibirsi è stata infatti la National Chamber Ensemble “Kiev Soloists” accompagnata da Francesco Di Rosa (primo oboista nell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia).

Ad accogliere gli orchestrali ucraini la voce rotta dalla commozione di Emma Castellaneta a cui ha fatto seguito il nostro Sindaco, Francesco Zaccaria che ha voluto donare un ulivo, simbolo per eccellenza della nostra regione. «Questo piccolo dono sarà un ideale abbraccio a tutto il popolo ucraino – ha dichiarato il primo cittadino –. In circostanze come queste è impossibile trovare le parole giuste: la guerra ha invaso le vite del popolo ucraino con il suo corredo di morte e distruzione, e possiamo solo immaginare il dolore e la paura che accompagnano le giornate di bambini, donne e uomini provati dalla sofferenza e dalla fame. Sarebbe bello se la politica internazionale, i rapporti tra gli Stati e i popoli fossero guidati dal linguaggio universale della musica, con uno spartito di dolcezza e di gentilezza, di pace e di bellezza. Come la bellezza dei nostri alberi di ulivo. L’auspicio è che questo albero possa essere piantato il prima possibile a Kiev, in un paese libero, democratico e in pace».

A seguire due alunni del liceo “da Vinci” hanno letto Allora ne parlo del poeta e romanziere Serhi Zhadan e Ho dipinto la pace della giovanissima israeliana Talil Sorek. Quindi i 13 elementi dell’orchestra hanno eseguito con tutto il pubblico fasanese in piedi il doveroso inno dell’Ucraina. Prima del concerto la lettura, affidata a Francesco Di Rosa, di un comunicato della stessa orchestra che riportiamo integralmente e che racchiude perfettamente il momento drammatico come questo: «Non potevamo immaginare che le forze russe avrebbero puntato Kiev e le città principali, invece è successo. Fare musica in queste condizioni è molto difficile, ma al momento non abbiamo alternative. Vogliamo, allora, onorare questo impegno raccogliendo tutte le nostre forze e mettendo tutto il nostro cuore in ogni nota di questo concerto. Suoneremo per i nostri familiari, per voi e tutto il popolo ucraino che sta soffrendo. Vogliamo, attraverso la musica, lanciare un messaggio di pace e condividere la speranza e l’auspicio che questa guerra si fermi immediatamente».

Di pregio il livello dei “Kiev Soloists” così come di pregio è stato il programma proposto. Ad aprire due perle pescate dal repertorio di musica barocca italiana: il Concerto per oboe in re min., op.9 n°2 di Tommaso Albinoni (composto da tre movimenti: Allegro, Adagio e ancora Allegro) e il Concerto per oboe in la min, riv 461 di Antonio Vivaldi (anche questo composto da tre movimenti: Allegro non molto, Larghetto e Allegro).

A seguire due opere di compositori italiani più contemporanei: il Concerto per archi di Nino Rota (composto da quattro movimenti: Preludio, Scherzo, Aria e Finale) e Volo opera composta dal vastese Raffaele Bellafronte.

In chiusura, sull’onda delle emozioni e del dolore nel cuore, l’omaggio a due compositori della amata terra ucraina: la Sinfonia in do maggiore di Maksim Berezovskij e la struggente Melody di Myroslav Skoryk.

Fotoservizio di Mario Rosato.

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