A Fasano l’urlo disperato e muto di “Voci interRotte”

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

La performance teatrale targata Glitter è andata in scena al Chiostro dei Minori Osservanti

FASANO – Un progetto che è stato portato avanti lungo i mesi sospesi della prima metà di questo 2020 che resterà a futura memoria. Un progetto fortemente voluto e finalmente portato in scena, nonostante tutto. È andato in scena ieri (3 agosto) nel Chiostro dei Minori Osservanti di Fasano, la performance teatrale dal titolo “Voci interRotte – Storie di femminicidio” tratta dal potente libro scritto da Serena Dandini dal titolo “Ferite a morte”. A interpretare alcune di queste storie, crude nella loro disarmante semplicità, sono state (in ordine alfabetico): Teresa Cecere, Anna Cucci, Cinzia Cupertino, Antonella Girolamo, Mariella De Mola, Alessandra Vinci, Katia Savoia e Pasquina Vinci. Tutte credibili a vestire i panni delle sventurate vittime. A firmare la regia è stata Teresa Cecere (direttore artistico della scuola Glitter) che si è avvalsa della collaborazione di Laura Sammataro (che ha curato il laboratorio teatrale) e Michele Savoia (acting coach).    

La serata è stato un modo per sostenere i Centri AntiViolenza operanti tra Fasano e Ostuni, infatti per l’occasione è stata allestita anche una suggestiva mostra fotografica, strettamente legata allo spettacolo inscenato, dal titolo “Urla InterRotte” curata dal fasanese Nicola Cardone.    

Nove storie di violenza, di coraggio, di urla che troppo spesso restano mute, di ostinato attaccamento alla vita, che distingue da sempre le donne. Donne vittime di quell’ignoranza degli impulsi affettivi che, citando l’autrice del testo, “considera la prevaricazione della violenza come aspetti possibili della relazione tra un uomo e una donna”. Deve far riflettere il fatto che mentre l’Italia intera combatteva un nemico invisibile, siano aumentati i casi di violenza sulle donne perpetrati proprio tra le mura casalinghe; solo a maggio duemila casi in più.

Donne morte dissanguate da fendenti di un temperino o di un coltellaccio, donne date alle fiamme dopo averle tramortite con una vanga, donne lasciate affogare con le tasche colme di sassi. Donne che gli uomini preferiscono accondiscendenti e fragili, perché «Questi uomini qui se si accorgono che siete diventate forti non lo possono sopportare».

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