A Fasano, Erica Mou ha presentato il suo romanzo “Nel mare c’è la sete”

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La cantautrice è stata ospite dei Presidi del Libro

FASANO – Per il secondo appuntamento della sedicesima edizione della “Festa dei lettori”, Presidi del Libro ha ospitato la cantautrice Erica Mou e il suo primo impegno letterario

Dopo l’appuntamento con la rassegna “Connessioni e Relazioni”, promossa in streaming dai Presidi del Libro di Fasano, la cantautrice Erica Mou è tornata a Fasano – in occasione della 16esima edizione della “Festa dei lettori” – per presentare il suo romanzo “Nel mare c’è la sete” (Fandango Editore). Inizialmente prevista al Chiostro dei Minori osservanti, la presentazione di è svolta ieri alle 18.00 in un gremito Laboratorio Urbano, durante il quale l’artista di Bisceglie, vincitrice del premio della critica Mia Martini nel 2012 e candidata nel 2014 al David di Donatello per la migliore canzone originale, ha dialogato con la prof.ssa Mariella Muzzupappa.

“Nel mare c’è la sete” è un romanzo che si svolge nella mente della protagonista e il lettore è uno spettatore dei suoi pensieri e delle sue conclusioni. “Questo romanzo è pieno di parole, ma la maggior parte di esse le sussurra solo al lettore. E questo non detto fa sì che il suo vero mondo Maria se lo tiene per sé, nel suo mare appunto”, ha raccontato la cantautrice. “La storia si svolge in 24 ore e il tempo è scandito in base a momenti legati al cibo: colazione, pranzo, cena e merenda; quest’ultimo, soprattutto, è forse il pasto più libero e la libertà, soprattutto per Maria, è un concetto complesso da comprendere e ancora di più da attuare. In realtà, in questo lasso di tempo, ripercorriamo insieme a Maria, i suoi ultimi venticinque anni di vita, a partire dal momento in cui sostiene di aver ucciso sua sorella minore Estate, evento questo che ha segnato profondamente la vita di Maria e della sua famiglia”.

Il libro inizia proprio con l’anniversario della morte di sua sorella. Maria è una ragazza di 32 anni, che ha messo su un bizzarro negozio, in cui la sua mansione è quella di pensare e confezionare regali per persone importanti, per conto di chi non riesce a farlo per insicurezza o per pigrizia. Un lavoro quindi rivolto alla soddisfazione dei desideri altrui, che è una costante nella vita di Maria. Le sue scelte personali infatti sembrano più sintonizzate su gusti, desideri e bisogni degli altri che su quelli propri (“E’ una vita che rubo vite”). La stessa idea del negozio era stata della sua cara amica Ruth, dei tempi del soggiorno a Londra, e in fondo a Maria nemmeno piace e cova l’intento di volersene disfare.
Maria convive con Nicola, un ragazzo molto diverso da lei. Maria si definisce imperfetta, una di quelle persone che nella borsa non trova mai niente. Nicola invece, pilota di aerei, è secondo sua madre il ragazzo perfetto: strutturato e preciso nelle sue abitudini, molto attento alla forma e alla superficie delle cose, senza andare in profondità, nemmeno degli stati mentali dolenti di Maria.
In questo rapporto, Maria sente di non aver costruito niente insieme a Nicola: vivono in una casa che a loro non piace, hanno una cane solamente immaginario e non riescono ad avere un dialogo autentico. La decisione di andare a vivere insieme era stata presa subito dopo essersi conosciuti.

Durante la presentazione Erica Mou ha anche eseguito dal vivo due brani, tra cui “Svuoto i cassetti”, una canzone dedicata alla protagonista e “Estate”, di Bruno Martino, da cui ha origine il nome della sorella, morta in realtà tragicamente in un incidente domestico.

Presenti in sala anche l’assessora alla Cultura Cinzia Caroli, la docente Maria Teresa Maggi e alcune rappresentanti della Croce Rossa di Fasano.

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