A Fasano la sfida di Federica Angeli alla mafia: «Non vincono sempre loro»

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Ieri la nota giornalista è stata ospite in un evento organizzato da GoFasano e Mondadori Point, in collaborazione con il Liceo Scientifico “L. da Vinci” di Fasano

FASANO – Un ritorno tanto gradito quanto atteso quello di Federica Angeli. La nota giornalista di cronaca nera e giudiziaria è stata ospite ieri sera (11 luglio) nella suggestiva cornice di Masseria Don Luigi in contrada Coccaro, per presentare l’ultimo libro della Angeli dal titolo “Il gioco di Lollo” (Baldini+Castoldi). Partecipatissimo l’evento, che ha visto rispettate tutte le normative anti Covid-19, organizzato dalla nostra testata in collaborazione con Mondadori Point e con il liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Fasano.

A fare gli onori di casa è stata il nostro editore, Laura De Mola: «Sono lusingata di ospitare nuovamente Federica Angeli a Fasano perché, come ho spesso detto, lei è per tutti noi un esempio e soprattutto una speranza. A lei va il mio grazie, così come al mio collaboratore Dino Cassone che ha reso possibile tutto questo. Ringrazio anche il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”, la redazione di “Inchiostro Vivo” nella persona della professoressa Teresa Cecere e l’amministrazione Comunale nelle persone del vicesindaco Giovanni Cisternino e dell’assessore Cinzia Caroli qui presenti questa sera».

Proprio l’assessore Caroli ha ricordato l’importanza, per la Città di Fasano, di aver aderito all’associazione antimafia #Noi. «Una città fiera di promuovere e costruire, giorno dopo giorno, una cultura contro la mafia e contro ogni sopruso».

Il compito di intervistare la giornalista e autrice romana, che ricordiamo è sotto scorta dal 2013, è stato affidato proprio al nostro collega di testata Dino Cassone, fortemente voluto dalla Angeli come nuovo presidente di #Noi Associazione Antimafia, nata due anni fa a Ostia a seguito delle vicende che l’hanno riguardata e nella quale ricopre la carica di presidente onorario. Ma non è l’unico progetto che li lega: Dino e Federica lavoreranno infatti a un romanzo (il primo in assoluto per la Angeli) scritto a quattro mani e di prossima pubblicazione con Baldini+Castoldi.

Ospite speciale dell’evento è stato il giovane Lorenzo Coluzzi, figlio della Angeli e protagonista del libro (è lui il “Lollo” del titolo), intervistato da alcuni ragazzi della redazione di “Inchiostro Vivo” del liceo fasanese, coordinato ormai da vent’anni dalla docente Teresa Cecere: Francesca De Leonardis, Stella Laportosa e Simone Santoro.

«Quando non hai la scorta – afferma Lorenzo, protagonista del libro – ti sembra una cosa figa. Quando invece ti viene assegnata, capisci che non è così. Ti cambia la vita. Io, personalmente, per una mia scelta precisa, ho deciso di non uscire neppure con i miei amici perché non mi sento a mio agio. Non è tanto avere paura – ha continuato Lollo rispondendo ai ragazzi della redazione di “Inchiostro Vivo” – perché era solo un sentimento iniziale: è avere coraggio la vera sfida di ogni giorno».

Tra le tante importanti date, che riguardano la storia della giornalista ospite dell’evento e simbolo di lotta alla mafia di Ostia, una è ormai prossima e si tratta del 20 ottobre 2020, come ha ricordato lo scrittore Dino Cassone. La Angeli, infatti, quel giorno testimonierà nel processo contro Armando Spada.

«Il fatto è del 2013 e quindi nel 2023 andrà in prescrizione. Io in aula tornerò ad ottobre. Non mi sembra affatto giusto che lui non sia stato condannato neppure in primo grado ed io continuo a vivere sotto scorta anche per questo. Io però ho avuto la forza di entrare in quell’aula, a un metro e mezzo da Armando Spada, e questa cosa mi ha resa ancora più forte. Tutto quello che affrontate se non ha la soluzione che speravate, vi ha comunque resi più forti.

L’odio non si tramanda – ha continuato la giornalista – e io ho insegnato ai miei figli a non reagire mai. Non voglio neppure che loro provino odio nei confronti dei figli degli Spada, che non sono colpevoli di quello che invece hanno fatto i loro genitori».

«Ma – chiede il giornalista Cassone – almeno è cambiato qualcosa a Ostia dopo quello che tu sei riuscita a fare?».

«Vincere per me significa vedere la mia Ostia rialzare la testa. Quando è nata la mia associazione, la mia presunzione era quella di dimostrare che non solo c’erano stati degli arresti importanti, ma soprattutto che si poteva “riaprire la finestra”. Oggi posso dire che Ostia è molto cambiata e lo vedo dall’atteggiamento che hanno nei miei confronti. Prima la gente cambiava strada quando mi vedeva, adesso invece quando vado a passeggiare la gente mi ferma, mi stringe la mano e mi dice “grazie”. Le persone hanno finalmente tirato su la tapparella».

In chiusura di serata la bravissima attrice Laura Sammataro ha letto la lettera, contenuta nel libro, scritta da Federica Angeli ai suoi tre figli, Lollo, Alessandro e Viola, che si conclude con queste toccanti parole: “Nel momento in cui mi ha detto «Se scrivi ti sparo in testa», ho scelto. Ho scelto di non essere come loro e di non chinare il capo. E la mia libertà perduta è quella che consegno nelle vostre mani, andando a testimoniare. Che le mie parole possano rendere voi capaci di scegliere, sempre, da che parte stare e irrobustire le vostre ali, fino a farvi volare laddove sarete capaci di farlo. Vi amo. La mamma”.

È con la tappa a Fasano che continua la sfida della Angeli alla mafia e alla illegalità: «Sappiate – ha dichiarato la giornalista – che non vincono sempre loro».

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