Sequestrati a Pezze di Greco tre quintali di “cetrioli di mare”

Cronaca Prima Pagina

Numerosi i reati ipotizzati a carico di un 59enne

FASANO – Continua  l’attività di controllo da parte del personale della Guardia Costiera della Direzione Marittima di Bari che, nella giornata di ieri, hanno intercettato e successivamente ispezionato, all’interno di un deposito, a Pezze di Greco un’autovettura condotta da un cinquantanovenne di Polignano, rinvenendo a bordo ben 300 chilogrammi di oloturie, i cosiddetti “cetrioli di mare”, custodite all’interno di numerosi secchi di plastica. Immediato, pertanto, il sequestro degli esemplari i quali, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati rigettati in mare in quanto ancora vivi.

Numerosi e gravi i reati ipotizzati a carico del conducente, in concorso con altri soggetti coinvolti a vario titolo nella vicenda. Si va dal disastro ambientale, in ragione del notevole danno arrecato all’ecosistema marino, alla ricettazione, in quanto prodotto proveniente da attività di pesca illecita.

Secondo gli investigatori della Guardia Costiera di Bari i “cetrioli di mare” fossero destinati al fiorente mercato orientale. La raccolta di questi esemplari, molto diffusa in Puglia per la pescosità dei suoi fondali, è stata vietata dal decreto ministeriale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 27 febbraio 2018, in quanto le ricerche scientifiche, condotte proprio nelle acque pugliesi, hanno dimostrato il ruolo fondamentale nell’ecosistema marino di questa specie appartenente alla classe degli “Echinodermi”, cui appartiene anche il riccio di mare.

La tutela di questa specie, di cui è vietata la pesca, la detenzione e lo sbarco, si è resa necessaria per evitare che la sua sistematica distruzione potesse arrecare un danno ambientale irreparabile ai nostri ecosistemi marini, poiché le oloturie svolgono un ruolo fondamentale nell’ossigenazione delle acque e nel riciclo di sostanze organiche nell’ambiente in cui vivono.

La loro pesca indiscriminata trae origine dall’ingente richiesta dei mercati orientali, ove le oloturie sono utilizzate  per la produzione di cosmetici, ma anche per finalità puramente alimentari, costituendo un piatto ricercato della gastronomia cinese.

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