Fasano risponde alla paura invadendo i Portici: «Vinciamo noi!»

Cronaca Prima Pagina

Il sindaco assicura: «Riapriamo il Ciporti in una settimana»

FASANO – La città non ha paura e non si piega alla delinquenza. Lo ha dimostrato ieri sera quando, alle 20.30, un fiume di gente ha letteralmente invaso i Portici delle Teresiane per mostrare solidarietà ai fratelli Baccaro ed al pub Ciporti per il vile attacco subito la notte scorsa.

Tra il pubblico appaiono cartelli con su scritto “Ciporti Risorgi!” e “#iosonoBaccaro”. Già, perché oggi siamo un po’ tutti Baccaro. Quello di sabato mattina non è stato un attacco al Ciporti: è una ferita per l’intera città.

La manifestazione che ha visto partecipare tantissimi fasanesi, giovani e meno giovani, ha visto l’intervento del primo cittadino Francesco Zaccaria che, affiancato dai fratelli Giorgio e Francesco, ha assicurato che le Forze dell’Ordine sono già impegnate per consegnare alla giustizia i delinquenti. «Lunedì incontrerò il Prefetto. Con l’aiuto di tutti riapriremo il Ciporti nel giro di una settimana. Apriremo un conto corrente lunedì e vi daremo indicazioni per dare un aiuto concreto a Giorgio e Francesco». Il primo cittadino ha assicurato che la città non si piegherà alla criminalità, chiedendo uno sforzo collettivo per contrastare il fenomeno.

Una piazza storica, piena di gente perbene e onesta, oramai stanca di tutti coloro che credono di poter rendere Fasano un vero e proprio far west. Una piazza, un bicchiere di prosecco perché il Ciporti deve continuare a lavorare e la musica di Cisky Dj che, in accordo con i suoi colleghi, ha deciso comunque di essere presente (così com’era inizialmente previsto per il Dj Set del sabato), portando la solidarietà di tutti coloro dediti alla movida notturna della nostra Fasano.

All’evento c’erano, oltre ai cittadini, le Istituzioni locali, le Forze dell’Ordine, il consigliere regionale Fabiano Amati, l’ex senatore Nicola Latorre e la deputata Annarita Tateo. Non mancava nessuno, senza bandiere né colori politici, a dare sostegno alla famiglia Baccaro.

Ora la speranza è che questa indignazione non si spenga e che nulla si fermi: se questa città continuerà ad indignarsi, sarà capace di riprendersi la sua tranquillità. Con l’aiuto, chiaramente, di importanti indagini che – si spera – mettano dietro le sbarre i responsabili di tutto questo.

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