Vigili urbani sul piede di guerra a Fasano: proclamato lo stato di agitazione

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Inviato documento al vetriolo contro l’Amministrazione comunale

FASANO – Se non è oramai guerra tra l’Amministrazione comunale e il Corpo della Polizia locale, ci manca comunque poco.

Un pesante documento è stato redatto e sottoscritto dalla assemblea del personale di Polizia locale il 16 dicembre scorso, indirizzato alle segreterie territoriali di Cgil, Cisl, Uil e Csa, al sindaco Francesco Zaccaria, al segretario generale di palazzo di città, Alfredo Mignozzi, al comandante del Corpo, Luigi Vella, e all’avvocatura comunale.

L’assemblea del personale di Polizia locale – tenuta alla presenza dei segretari territoriali Cisl FP, Angela Serracca e CSA Lino Cattolico – ha proclamato lo stato di agitazione, per una serie di motivi che vengono tutti evidenziati nel documento.

Il primo a finire nel mirino dei vigili urbani fasanesi è il segretario generale del Comune “reo” di aver “precluso, anzi vietato nell’uso ai rappresentanti aziendali RSU e delle Organizzazioni Sindacali” il protocollo istituzionale (attraverso il quale, a detta del segretario, doveva essere richiesta la convocazione della assemblea).

“Si ritiene – si legge in apertura della nota – che un Segretario Comunale non può unilateralmente sul tema, decidere se tale istituto (quello dell’assemblea – ndr), costituzionalmente garantito, si deve “svolgere all’inizio o alla fine dell’orario di servizio” (facendo riferimento al modello orario in settimana corta), a meno che il Segretario non faccia riferimento a prassi antiche, poco rispettose della democrazia partecipata, abbondantemente superate e non solo dalla storia!!!”.

Il numero uno della macchina amministrativa di palazzo di città invitato a partecipare all’assemblea ha inviato una nota “nella quale non può non evincersi un attacco ai sindacati per riferiti comportamenti scorretti, oltre a voler quasi minacciare di rimettere in discussione anche ciò che si è ottenuto, poiché concordato, fino ad oggi”.

“Infatti, il Segretario nella nota, oltre a sostenere cose non rispondenti a verità, come ad esempio, far apparire il progetto estivo come una concessione agli operatori di Polizia Locale e non come qualcosa voluto fortemente dall’amministrazione per garantire le innumerevoli manifestazioni organizzate dalla stessa, mette in discussione istituti contrattuali già concordati nel passato come l’art 24 c.2 del CCNL – scrivono gli agenti di Polizia locale riuniti in assemblea -. In relazione a questo istituto, si è appreso nel corso dell’assemblea dal Comandante della Polizia Locale, che il Segretario Comunale ha inviato una comunicazione personale allo stesso invitandolo a sospendere l’erogazione dell’art. 24 comma 2 (pagamento degli straordinari nelle giornate infrasettimanali). È appena il caso di rappresentare che trattasi di un istituto contrattuale vigente. Analogo discorso deve essere fatto e, non può essere altrimenti, per le indennità di servizio esterno”.

A riguardo vi è da dire che allo stato attuale gli agenti ai sensi della legge 260/1949 potrebbero anche astenersi dal prestare il servizio nelle giornate festive, quindi Fasano potrebbe ritrovarsi senza nessun agente di polizia locale nei giorni di Natale, Santo Stefano, Capodanno ed Epifania. Il tutto di fatto paralizzerebbe le innumerevoli manifestazioni natalizie in programma sull’intero territorio, alcune anche di ampio spessore (come ad esempio il Presepe Vivente di Pezze di Greco) che richiamano migliaia di visitatori.

I componenti del Corpo di Polizia locale se la prendono poi anche con l’Amministrazione comunale “non insolita a porre in essere comportamenti unilaterali evidentemente in contrasto con gli appartenenti al Corpo di Polizia Locale. Si rammenta, infatti che già nel Luglio del 2018 si era verificata una circostanza tale da manifestare uno stato di agitazione del personale della Polizia Locale, apparentemente raffreddato in Prefettura. Codesta amministrazione, nonostante l’invito della Prefettura, a non assumere comportamenti lesivi per gli appartenenti al Corpo di Polizia Locale continua a prendere decisioni unilaterali a discapito dei lavoratori”.

Tra le questioni sollevate quella dei turni di lavoro per i quali nella estate 2018 era stato raggiunto un accordo sindacale che però sarebbe stato modificato unilateralmente dalla Amministrazione.

Come anche quella della indennità di vigilanza esterna, per la quale “l’Assemblea dei lavoratori ha sottolineato e ribadito l’impegno profuso dai rappresentanti sindacali ed RSU al tavolo negoziale di aderire ad una precisa richiesta di parte pubblica rappresentata al tavolo negoziale anche dall’Assessora alla Polizia Locale. Allora non si pensò a tanti dettagli, al controllo dell’OIV, al sistema misto di finanziamento, pur di raggiungere l’obiettivo di coinvolgere i lavoratori nel progetto. Fu promesso anche il pagamento dopo un mese misteriosamente volatilizzato nel nulla ad obiettivo raggiunto! A tutt’oggi il personale della Polizia Locale non ha percepito la predetta indennità”.

Nel documento si stigmatizza, poi, il comportamento della Amministrazione comunale che è quello di “drenare sempre più risorse a vantaggio di obiettivi di parte pubblica. Di contro, quando si tratta di trovare le risorse per compensare impegni aggiuntivi al resto del personale ci sono gli abbattimenti! E con la stessa logica l’Amministrazione che ha dimostrato tanta attenzione per il resto del personale che ha modificato due volte in un anno l’assetto organizzativo, cancellando la posizione dirigenziale della Polizia Locale, modificando contestualmente il fabbisogno funzionale, facendo scorrere graduatorie antiche nello stesso istante, azzerando posizioni organizzative e restituendole quasi contemporaneamente”.

“Comunque – continua la nota -, nonostante questo evidente clima di dissidio, gli operatori di Polizia Locale, hanno sempre cercato il dialogo al fine di non inasprire i rapporti, anche assecondando le volontà dell’amministrazione. A tal proposito si veda l’ampia partecipazione al progetto estivo denominato “Estate Sicura 2019”. Nonostante l’impegno profuso dagli stessi, purtroppo a tutt’oggi, ci si trova a doversi difendere da questi continui attacchi”.

 Nel corso dell’assemblea, inoltre, sono emersi ulteriori problematiche che affliggono il Corpo della Polizia Locale di Fasano.

Tra questi il cosiddetto “tempo tuta” ovvero il tempo necessario ad un agente per indossare l’uniforme sul posto di lavoro.

“Il Comando della Polizia Locale – viene evidenziato nella nota -, tra l’altro struttura insalubre, non ha dei locali adibiti a spogliatoio e pertanto, gli operatori di Polizia Locale sono costretti a raggiungere la sede di lavoro già in uniforme. Si precisa che recentissime sentenze della Corte di Cassazione hanno ampiamente acclarato che il tempo tuta è a carico del datore di lavoro. Gli stessi ermellini hanno pertanto costretto Enti e datori di lavoro a corrispondere somme anche per il passato per rifondere il disagio subito”.

Altra questione sollevata quella relativa alla “indennità per lavaggio uniforme”.

“Orientamenti ormai consolidati e conformi – spiegano nella  nota i vigili urbani -, riconoscono il diritto in favore del lavoratore in uniforme alle somme a titolo di lavaggio e cura della stessa”.

Al momento né l’indennità per il tempo tuta che per il lavaggio uniforme viene corrisposta al personale della Polizia locale.

Sugli orari di servizio, poi, nella nota si specifica che “il Comandante della Polizia Locale ha comunicato che, a seguito di fatti accaduti nel territorio fasanese, si vorrebbe prolungare l’apertura degli uffici della Polizia in orario tardo serale. Il tutto con l’esiguo numero di operatori e senza remunerazione aggiuntiva per coloro che verranno impegnati”.

E a proposito proprio della carenza di personale, nella nota si evidenzia come “l’Amministrazione, ben consapevole del numeroso afflusso di turisti sul territorio di Fasano nella stagione estiva, non provvede ormai da più di 2 anni all’assunzione di alcun Operatore di Polizia Locale a tempo determinato. Nel piano delle assunzioni triennali 2020-2022 è prevista l’assunzione di solo 3 Operatori di Polizia Locale a tempo indeterminato, che andranno a sostituire il personale ormai prossimo al pensionamento. Quindi, non si tratta di una integrazione ma di una mera sostituzione di personale”.

L’attuale organico della Polizia Locale fasanese allo stato attuale è composto da soli 35 operatori nonostante la legge Regionale preveda per i Comuni con alto tasso di affluenza turistica, come Fasano, circa 80 operatori.

In ultimo l’assemblea del personale della Polizia locale “ha stigmatizzato il “declassamento” del Corpo di Polizia Locale da Struttura a Servizio. Nello specifico, l’Ente ha ritenuto, in dispregio della vigente normativa, di togliere la dirigenza al Corpo della Polizia Locale in favore di altri settori amministrativi. Si precisa che, ai sensi della Legge Regionale Puglia n. 37/2011, il “Comandante del Corpo o responsabile del Servizio di Polizia Locale riveste la qualifica e la posizione apicale previste per il personale dell’Ente di appartenenza, in palese violazione della Legge Regionale Puglia n.37/11, essendo il Comune di Fasano un ente dotato di dirigenza, il Comandante del Corpo non può che essere un dirigente”.

Un documento al vetriolo, dunque, quello sottoscritto dai vigili urbani. Una brutta gatta da pelare per l’Amministrazione comunale e per il segretario generale, in un periodo tra l’altro dove è indispensabile la presenza sul territorio di pattuglie della Polizia locale.

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