Un lettore ci scrive: “Caro direttore, a Fasano sono giorni infuocati”

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Il firmatario fa riferimento agli incendi di auto degli ultimi di tempi, chiedendosi come sia possibile non riuscire a risalire ai colpevoli

FASANO – Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera firmata, il cui autore ne richiede la pubblicazione in forma anonima.

Caro direttore, le mando questa lettera con gentile richiesta di pubblicazione sulla sua testata online.

Sono giorni molto caldi nella nostra Fasano, anzi “infuocati”. E non mi riferisco alle condizioni metereologiche primaverili che stanno contraddistinguendo questo ottobre 2019 ma al preoccupante fenomeno notturno delle auto incendiate. Devo dirle la verità, ci sono rimasto un po’ male. Credevo che queste faccende non riguardassero più la nostra cittadina e la nostra comunità, credevo che dopo gli anni “di piombo” e gli anni in cui le macchine andavano non a fuoco ma “a ruba”, tutto fosse finito e fossimo tornati l’isola felice che ha raggiunto la luce in fondo al tunnel.

Ironia della sorte, ne parlavo l’altra sera con alcuni colleghi dei paesi limitrofi. Pensi un po’ che inizialmente erano restii a mettere piede nella nostra città per festeggiare il nostro capocanale: “A Fasano ci dobbiamo vedere? Ma tu si tòtt scem! Il centro storico è pericoloso, malfamato e poi la macchina non sta sicura, da voi le rubano!”. Rimasi sbalordito dinanzi a così tanti luoghi comuni antichi, primordiali e superati. Ferito nell’orgoglio, riuscii a spiegare le mie ragioni e che in realtà quel tipo di Fasano è un lontano ricordo probabilmente mai esistito veramente, e che la leggenda del telefono col filo aveva superato la realtà.

Fortunatamente la serata andò bene. A Fasano si mangia divinamente ovunque, questa è una garanzia. Poi li ho anche accompagnati nel cuore della città per far vedere con i loro occhi che si sbagliavano: portici delle teresiane, via santa Teresa, Arco del Balì, largo seggio. Temevano incontrassimo qualche male intenzionato. Poveri illusi! Noi non abbiamo incontrato proprio nessuno! (ma questa è un’altra storia).

Convintissimo di aver fatto la mia bella figura davanti ai colleghi e al contempo di aver fatto del bene alla reputazione della nostra Fasano, andai a letto soddisfatto e come mia usanza, per addormentarmi, andai a leggermi i commenti e le discussioni sul gruppo facebook CONSIGLIO COMUNALE ESTERNO. A volte è controproducente: per tutte le pu**anate che vengono scritte ogni tanto mi prende una crisi di riso e non riesco più a dormire! Il mio intrattenimento cabarettistico venne però interrotto dal gruppo Whats App “Colleghi”. Un messaggio dopo l’altro, risate e faccine che ridono: “Serata di fuoco a Fasano. 5 auto in fiamme”. Loro ridevano ma a me veniva da piangere.

E purtroppo non si è neanche potuto parlare di caso isolato. Episodi sempre più loschi si verificano a Fasano, fortunatamente ancora di rado. Ma se il ramo infetto non viene staccato subito, quando ancora è piccolo, il rischio di dover espiantare, un giorno, l’intero albero è molto alto (sperando sempre che Trisciuzzi e i suoi ex compagni di merenda Cinquestelle almeno questi tipi di alberi ce li faccia espiantare in santa pace).

Quelle macchine incendiate da questo pseudo-piromane potevano essere di chiunque: la tua, la sua, di un amico o di un nostro parente (la mia non la considero perché se dovessero incendiarmela sarei io a fare l’affare, per quanto è vecchia). Un pazzoide senza scrupoli che probabilmente non conosce i sacrifici e le abitudini dei fasanesi. Non sa che probabilmente avrebbe potuto incendiare la macchina chi si è venduto la casa per pagare le rate del BMW, oppure di chi non esce più la sera perché “IL GOLF A BENZINA” consuma assai e lo tiene parcheggiato sotto casa, o di chi ha chiesto un mutuo per pagare IL MERCEDES FULL OPTIONAL. Meno male che noi fasanesi non badiamo a spese in fatto di auto e le macchine a GAS o GPL non sempre le prendiamo in considerazione. Ma immaginate un po’ cosa sarebbe successo se fosse esplosa una bomba di gas del genere?

È passata una settimana dai fatti ma ancora non si è saputo nulla sulle cause e soprattutto sull’eventuale colpevole/i, nonostante ormai le telecamere siano ovunque.

Ed è con questa domanda, caro direttore, che voglio salutarti e congedarmi, lasciando ulteriori commenti e considerazioni agli utenti del web: come è possibile che nel 2019 ci mette meno un politico a capire chi l’ha votato e chi non l’ha votato, che un carabiniere a capire chi è il piromane in una città di 30mila abitanti?

Il voto è segreto. L’omertà è manifesta.

Un cittadino “accalorato”.

Lettera Firmata

2 thoughts on “Un lettore ci scrive: “Caro direttore, a Fasano sono giorni infuocati”

  1. Le telecamere non funzionano o non ci sono.
    La gente non denuncia perché tanto sa che nessuno viene punito da una giustizia italiana sulla quale non ci crede più nessuno.
    Vogliamo parlare dei furti in casa?
    È possibile non riuscire a dare più sicurezza a Fasano ai fasanesi ed ai turisti?
    Gli amministratori che da anni sono sul comune dove vivono ?

  2. Ormai la soglia di impunità di questi loschi figuri non ha limiti.Appiccare incendi è un reato da vili e farlo nel centro nel centro abitato dimostra che questi uomini sono fuori controllo e dovrebbero essere assicurati alla giustizia.È bene segnalare che esiste una emergenza criminalità che va affrontata evitando di rassegnarsi.Ma l’interrogativo su Trisciuzzi e i suoi ex compagni di merende non aiuterà mai a comprendere il problema.Perchè in politica è venuto a mancare,sempre più nel corso degli anni e ieri e oggi specialmente,il senso della coerenza.I moralisti politici che hanno sempre tuonato contro l’ipocrisia finiscono col mostrare di zoppicare anch’essi dallo stesso piede.

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