Tre anni fa venne investito e ucciso nel centro di Speziale. Sua madre chiede giustizia

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Il 19enne perse la vita tre anni fa. Sua madre continua a lanciare appelli: «Chi sa parli!»

FASANO – Mamma Anna non si dà pace, chiede giustizia per suo figlio Peppe, deceduto tre anni fa sulla ex statale 16, dopo esser stato travolto da un mezzo pirata. Negli ultimi giorni, insieme a Giovanna Ruggieri (amica di Peppe), ha realizzato una pagina Facebook “Giustizia per Peppe” per sensibilizzare l’opinione pubblica e per chiedere la collaborazione di “chi sa e ha paura di raccontare quella verità che permetterebbe alla magistratura di dare la giusta condanna a chi, nel 2018, ha ammazzato una giovane vita, restando impunito”.

Il 19enne Giuseppe Vinci, all’alba del 14 agosto di tre anni fa, si stava recando a lavoro: nei pressi di Speziale, tra Pezze di Greco e Montalbano, cadde dal suo Liberty 50 e subito dopo venne travolto da un mezzo (non ancora identificato) che lo trascinò sotto di esso per una quindicina di metri. Il guidatore di quel veicolo, probabilmente consapevole di quanto accaduto, scappò via dopo aver procurato al giovanissimo Peppe la rottura di undici costole, un trauma cranico e una emorragia interna che gli causò la morte.

Per oltre una settimana si susseguirono gli appelli affinché si costituisse il pirata della strada. Otto giorni dopo la tragedia, in seguito alla comparsa di un video dell’incidente, si costituì ai carabinieri un individuo, ammettendo di essere l’autore dell’omicidio stradale. A questo punto, le forze dell’ordine sospesero tutte le indagini, pensando che il caso fosse chiuso. Sono passati tre anni, ma da quest’uomo (presunto autista del mezzo che investì Peppe) neanche una lettera di scuse alla famiglia, neanche una presenza in Tribunale nelle varie udienze.

Mamma Anna, sulla pagina Facebook “Giustizia per Peppe” scrive: «La cosa che più ci sconvolge è che il nostro amato Peppe rischia di non avere giustizia perché questo processo si è svolto su una serie di indizi e ricerche superficiali da parte di chi doveva e soprattutto si è basato sulla barzelletta raccontata dall’imputato e che ora rischia anche di essere assolto. Vogliamo dimostrare (andando su quel maledetto posto, su quel maledetto rettilineo come facciamo ormai da tre anni che alle ore 5:30 del 14 agosto) come la visuale sia chiara per gli automobilisti. Pertanto, chi ha travolto nostro figlio molto probabilmente nasconde qualcosa che è la causa della sua fuga, la causa reale della morte di un ragazzo per bene che non potrà mai più sorridere alla vita, lasciando un vuoto inspiegabile e incolmabile nella sua famiglia..

Abbiamo cresciuto nostro figlio dicendogli sempre di rispettare i valori, gli altri e credere sempre nella giustizia basata sulle leggi ma anche sulle morali dei singoli casi. La giustizia si basa sulle prove e sulle verità, ecco perché – afferma mamma Anna a GoFasano – temiamo che una verità non vera di parte potrebbe far scaturire una sentenza sbagliata che ammazzerebbe il nostro Peppe per la seconda volta e non lo merita dopo tutto il male subito. Mai una richiesta di perdono, mai una richiesta di incontrarci da parte dell’autore dell’investimento, perché?».

E prosegue: «Peppe poteva essere ancora con la sua famiglia e poteva sorridere alla vita come fanno tanti suoi coetanei, ma invece ha trovato sul suo cammino un essere che non ha avuto pietà. Non ha avuto pietà di un ragazzo che amava la vita e che quella mattina si recava a lavoro perché con i suoi risparmi voleva realizzare un suo piccolo sogno. Tanti sanno cosa è successo per davvero, come in fondo lo immaginiamo anche noi, perché le voci comunque girano. La cosa che ci rattrista è che l’omertà e il silenzio sta ammazzando anche le coscienze di quelle persone che saranno giudicate un giorno forse da qualcuno che al proprio fianco avrà proprio il nostro Peppe».

Sulla pagina Facebook, mamma Anna chiede aiuto: «Stringetevi attorno al nostro dolore e con il vostro bene aiutateci a far giustizia e a raccontare quella verità che il nostro Peppe vuole tanto venga a galla. Insieme ce la faremo a fargli quest’ultimo regalo. Persone brave e con un cuore grande ce ne sono e siamo sicuri che troveremo anche chi rappresenta la legge che capirà la grandezza di questo male fatto».

Negli ultimi giorni è stata realizzata una maglia che «ha un valore importante, rappresenta la purezza e la vittoria» afferma mamma Anna. «Il bianco sul petto rappresenta il valore della trasparenza e pulizia d’animo, la scritta tutta colorata rappresenta la vita alla quale ogni giorno possiamo dare un colore diverso. Il colore interagisce con le emozioni umane, ad ogni colore è legato uno stato d’animo e i colori si attivano a vicenda in molte sfaccettature che da soli non avrebbero. Simboleggiano la forza poiché nella vita non bisogna mai mollare qualsiasi cosa accada, bisogna sempre continuare a colorarla perché è un grande dono che ci viene fatto una sola volta e non deve essere sprecata».

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