Piazza Ciaia, lo sfogo: “Teatro a cielo aperto, ma con le sedie sporche di fango”

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di uno spettatore al concerto di venerdì sera, critico per la gestione della pulizia

FASANO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata di Carlo De Caro, in merito al concerto di venerdì sera.

“Mi sia permesso dissentire dai numerosi peana che si sono levati in onore degli organizzatori, ivi comprese le più alte cariche dell’Amministrazione comunale, per l’esito dell’attesissimo concerto di De Gregori e Venditti.

Valga per tutte, come motivo di non trascurabile censura, la circostanza di aver trovato le sedie destinate agli spettatori, lerce di fango a causa di quella tipica pioggia, composta più da polvere che da acqua, che a volte affligge i nostri luoghi nel corso di giornate particolarmente afose e che, pare, trasporti fino a noi, a detta della voce popolare, addirittura la polvere del Sahara.

Per dare una idea della situazione ai non partecipanti, al certo non economico concerto in oggetto, basta tener presente lo spettacolo offerto dalle carrozzerie delle macchine così come si presentava venerdì pomeriggio, 19 agosto 2022, alle ore 17,30 circa, nel circondario di Fasano.

E, considerato l’indice di densità degli autoveicoli riscontrabile nel nostro territorio, si può essere certi che l’idea suggerita, possa facilmente far immaginare, a chiunque, le reali condizioni dei sedili siti in Piazza Ciaia, così come si presentavano agli spettatori in quel luogo, più volte enfaticamente definito, “teatro a cielo aperto”.

Al di fuori di ogni metafora ed ogni sforzo di immaginazione, sta di fatto che le sedie in questione erano talmente ricoperte di polvere e fango, tenacemente aderente alla plastica, da rendere assolutamente non consigliabile sedersi, senza prendere alcuna precauzione. Salvo consegnare, il dì seguente, i propri indumenti in lavanderia.

Non so quante, delle millanta e più persone presenti, abbia stoicamente deciso di subire l’oltraggiosa sorte a cui erano inevitabilmente destinati i propri abiti e quanti abbiano trovate adeguate risorse (fazzoletti, kleenex, fogli di carta), per eliminare, almeno parzialmente, il deplorevole inconveniente.

Sta di fatto che non ci si possa certo vantare per aver fatto trovare in tali condizioni, in quel po’ po’ di “teatro a cielo aperto”, le sedie destinate al pubblico pagante.

Non solo a quello che aveva acquistato le costosissime poltronissime gold, ma anche a quello che, in ogni caso, aveva sborsato non meno di 50,00 euro e che aveva, comunque, il diritto di trovare la propria sedia decentemente pulita.

Da questo punto di vista, si deve dire che organizzatori ed Amministrazione hanno mostrato un notevole senso democratico. Infatti erano egualmente luride tanto le poltronissime gold che le sedie degli ultimi posti.

Mi resta la curiosità di sapere se a qualche deretano più onorevole di altri sia stata riservata la piacevole sorpresa di trovare la propria sedia degnamente ripulita. Ma, onestamente, ne dubito. Non può evitarsi di pensare che, poiché la pioggia africana si è abbattuta su Fasano non oltre le 18,00, ci sarebbe stato tutto il tempo per eliminare, a cura di gente prezzolata o di buona volontà, ogni traccia di sporco.

Parafrasando il Giusti si potrebbe dire che, in tale occasione, “le nostre Eccellenze, in tutt’altre faccende affaccendate, le sedie hanno lasciato inzaccherate”.”

Carlo De Caro

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