Medaglie d’onore a due fasanesi nell’anniversario della Festa della Repubblica

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Il prefetto Guidato ha consegnato le medaglie a due nostri concittadini

FASANO – Domenica 2 giugno, durante le manifestazioni dell’Anniversario della festa della Repubblica, il Prefetto della Provincia di Brindisi, dott. Umberto Guidato ha consegnato a due nostri concittadini le Medaglie d’Onore concesse con decreto del Presidente della Repubblica ai Cittadini Italiani Deportati ed Internati nei Lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.

Soldato FANIZZA ANGELO, classe 1921, chiamato alle ami e destinato in Grecia nel luglio del 1942 e rimpatriato per ragioni di salute nell’agosto del 1943,

Durante il viaggio di rientro,  fu sbarcato a Mestre e fatto prigioniero dei Tedeschi e trasportato in campo di concentramento a Duevad e successivamente in un altro campo di concentramento e addetto a lavori per la costruzione di locomotive.

Per ragioni di salute viene  ricoverato in ospedale a Bonn e successivamente destinato nella valle della speranza. Il 5 settembre del 1944 muore in un ospedaletto vicino a Colonia per le gravi condizioni di salute, confortato dal Cappellano Militare e con il dolore per non aver potuto riabbracciare i suoi cari lontani.

Ha ritirato la medaglia il nipote Angelo Fanizza.

Soldato LOMARTIRE RAFFAELE, classe 1913, viene chiamato per il Servizio Militare ed assegnato alla Ferma Minore il 6 ottobre del 1930.

Nell’aprile del 1934 viene richiamato per la Mobilitazione Generale e partecipa alle seguenti campagne militari:

Campagna d’Etiopia (1935), assegnato al 60° Reggimento Fanteria. Si imbarca da Napoli il 16 novembre del 1935 e, fino al gennaio del 1937 rimane a Massaua, da cui rientra in Italia, giungendo a Cagliari il 4 febbraio del 1937.

Campagna d’Albania. Richiamato alle armi e assegnato al 47° Reggimento Fanteria, si imbarca da Brindisi il 27 settembre del 1939 e rientra in Italia, a Bari, l’11 dicembre del ‘39.

2° Guerra Mondiale. Fu richiamato il 27 novembre 1940 e da quel momento poté, di tanto in tanto, tornare a casa, in periodi particolari, usufruendo di una licenza straordinaria per lavori agricoli.

Il 9 settembre del 1943, a seguito dell’Armistizio, fu catturato prigioniero dei Tedeschi e trasferito in Germania dove venne utilizzato in vari Campi di Concentramento, prima in Germania e poi in Campi di Lavoro in Polonia, fino alla primavera del 1945, quando, approfittando del rallentamento della sorveglianza, fuggì dal campo di lavoro e, dopo giorni di cammino a piedi, raggiunse la periferia di Danzica. Qui, a seguito di un primo bombardamento, venne ferito e curato amorevolmente da una famiglia polacca, ma, un secondo bombardamento ed all’arrivo delle truppe russe, venne lasciato al suo destino. Si ritrovò in un ospedale russo e venne curato e salvato perché militare dell’Esercito Italiano e non arruolato dalle Camice nere.

Gli venne amputata la gamba destra, all’altezza della coscia, e operato all’avambraccio sinistro.

Fu trattenuto dalle Forze Armate Alleate e venne rimpatriato tramite la Croce Rossa Svizzera.

Il 1 ottobre 1945 giunse a Milano e, finalmente, a Fasano, dove nessuno sperava più di poterlo riabbracciare vivo.

Ci ha lasciati il 21 luglio del 2009, all’età di 96 anni.

Ha ritirato la medaglia la figlia Anna, nata, nel dopo guerra.

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