Loculi per la sepoltura, non c’è pace neppure per i morti: Confraternite sul piede di guerra

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Le Confraternite e le società di mutuo soccorso promettono battaglia contro una missiva ricevuta dall’ufficio per i servizi demografici a firma del dirigente Carparelli

FASANO – Non c’è pace neppure per i morti. Questa volta ad agitare le acque, e coincidenza vuole che accada nel mese dedicato a tutti i defunti, ci ha pensato l’ufficio per i servizi demografici che, con una lettera indirizzata a tutte le Confraternite e relative società di mutuo soccorso (S.O.M.S.) del territorio di Fasano a firma del dirigente Giuseppe Carparelli, chiede un diverso utilizzo dei loculi delle cappelle confraternali appellandosi al regolamento per la concessione di aree e loculi cimiteriali approvato con delibera numero 23 del 16 giugno 2016 (e modificata lo stesso anno, con delibera numero 64 del 21 dicembre 2016).

Ma cosa si chiede in sostanza nella missiva?

A seguito di alcune lamentele giunte presso gli uffici comunali da parte di uno sparuto numero di cittadini fasanesi (iscritti alle stesse confraternite) che in alcuni casi risulterebbero scontenti del loculo assegnato per la sepoltura di un loro parente, gli stessi si sono visti costretti a rivolgersi agli uffici comunali di competenza per usufruire di un loculo comunale con relativo aggravio di spesa per la sepoltura. Sono loculi che generalmente l’ente utilizza per quei cittadini che sono realmente impossibilitati ad accedere ad una degna sepoltura altrove ed in diverso luogo.

L’ufficio dei servizi demografici avrebbe lanciato, a questo punto, una sorta di allarme sulla progressiva diminuzione dei loculi di competenza comunale proprio a seguito di tali richieste, intimando alle Confraternite di adeguarsi alla citata delibera e di superare i regolamenti interni, giudicati “poco chiari”.

In un passaggio della missiva, infatti, si legge: “le Confraternite e le S.O.M.S sono obbligati ad utilizzare con priorità i loculi più facilmente raggiungibili da parenti e amici dei defunti con problemi di deambulazione, al fine di assicurare la possibilità di poter esprimere i propri sentimenti presso il loculo ove è tumulato il proprio caro cosi come riportato nel regolamento per la concessione di aree e loculi cimiteriali con delibera 23 del 16 giugno 2016 e modificato con delibera 64 del 21 dicembre 2016″.

Una lettera che, tuttavia, non è di certo piaciuta alle Confraternite e alle SOMS che si riservano, al più presto, di rispondere a tale missiva, considerando l’azione dell’ufficio come una sorta di ingerenza nei confronti dei regolamenti interni confraternali e nella gestione delle cappelle cimiteriali, dove la sepoltura dei propri iscritti avviene secondo un regolamento correttamente approvato dall’assemblea generale dei soci aderenti e dalla stessa Curia Diocesana. Regolamenti che mirerebbero a stabilire un criterio equo e imparziale per quanto riguarda la tumulazione dei propri soci, seguendo una numerazione cronologica stabilita negli stessi regolamenti, e di conseguenza apposta su tutti i loculi delle cappelle di pertinenza non comunale. Un modo per non creare discriminazioni, in sostanza, né preferenze di sorta.

Fondamentalmente è lo stesso principio usato per i loculi di proprietà comunale, la cui tumulazione è sempre stata eseguita seguendo lo stesso ordine cronologico ben preciso fissato dalla numerazione apposta ad ogni loculo, al pari di qualsiasi altro ente. Tutto ciò, secondo le confraternite, contrasterebbe con quanto asserito nella missiva inviata dal dirigente Carparelli.

Una diatriba che rischia di creare pericolosi ed inutili precedenti e che di certo potrebbe mettere in seria difficoltà l’organizzazione degli stessi enti confraternali che sino ad oggi non hanno mai riscontrato particolari problemi con i loro iscritti.

Nel frattempo, nelle ultime settimane, qualche incomprensione di troppo si è creata anche con i responsabili del cimitero locale che hanno vietato l’utilizzo di alcuni loculi andando a generare un primo problema di ordine cronologico dell’utilizzo degli stessi.

Situazione che presto potrebbe mettere in seria difficoltà il rapporto tra l’ente comunale e le varie organizzazioni civili e religiose che si occupano del pietoso rito della sepoltura.

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