L’applauso del Parlamento per Giovanni Custodero. La deputata Lapia: «Dobbiamo fare di più»

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L’intervento della deputata sarda in sostegno del giovane calciatore fasanese: «Più fondi alla ricerca scientifica»

FASANO – La storia del fasanese Giovanni Custodero continua a smuovere i cuori di un intero paese. La notizia della sua scelta di entrare in sedazione profonda ha viaggiato talmente tanto da raggiungere l’Aula di Palazzo Montecitorio. Dopo l’intervento ieri del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, è stata la deputata sarda Mara Lapia, membro della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera, a prendere la parola in Aula e a salutare il nostro concittadino. Di seguito il testo dell’intervento.

«Presidente, Onorevoli Colleghi,

“Ho deciso che non posso continuare a far prevalere il dolore fisico e la sofferenza su ciò che il destino ha in serbo per me”.

Queste, Presidente, sono le parole di Giovanni, giovane calciatore fasanese che da tempo lotta contro il cancro. A 24 anni – spiega la deputata Mara Lapia – scopre l’esistenza del mostro nel suo corpo, quel male che lo ha costretto a subire l’amputazione di una gamba ed anche di tutti i suoi sogni: primo fra tutti, la passione per il calcio.

Operazioni chirurgiche, cicli infiniti di terapia, continui viaggi della speranza tra Fasano e Firenze. Un ragazzo che non ha mai perso la voglia di combattere, nemmeno in questo delicato momento che lo vede impegnato in quella che egli stesso definisce “la battaglia finale”. Un “guerriero sorridente” di appena 27 anni che nelle ultime ore ha scelto la strada della sedazione profonda, affinché possa alleviare la sofferenza. 

Ho appreso della sua storia dalla stampa nazionale: ho voluto parlarne qui, in quest’Aula, perché è alla politica tutta che in questo momento chiedo un impegno maggiore nel sostegno alla ricerca scientifica e nella lotta contro il cancro.

È a questo Parlamento che chiedo il coraggio di saper fare di più e fare meglio, di riuscire a fornire tutti gli strumenti necessari a chi subisce indicibili sofferenze e a chi, quotidianamente, compie ricerche e studi per cercare di porre fine al dolore più grande. 

Onorevoli Colleghi, noi qui siamo responsabili delle scelte che cambiano le nostre vite e quelle dei nostri cittadini, ed è per questo che dobbiamo a Giovanni e a tutti quelli che come lui non si sono ancora arresi, la speranza di un futuro migliore. 

Non lasciamoli soli, non abbandoniamo Giovanni, non voltiamo lo sguardo dall’altra parte. C’è chi ha ancora intenzione di vincere questa partita. Facciamo presto, però, facciamo in fretta!

A Giovanni – ha concluso la parlamentare – alla sua famiglia, ai suoi cari, voglio far giungere il mio abbraccio e, mi permetto, quello di tutta quanta la Camera dei Deputati.»

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