L’appello dei venditori ambulanti fasanesi: «Trattati come invisibili»

Attualità Secondo Piano

Riceviamo e pubblichiamo questo importante messaggio

FASANO – Riceviamo e pubblichiamo un profondo, quanto condivisibile, appello dei commercianti ambulanti di Fasano che chiedono, in questo momento di difficoltà, maggiore attenzione per la loro categoria.

Spettabile Redazione, 

siamo un gruppo di venditori ambulanti che operano nel mercato settimanale del mercoledì a Fasano e che coinvolge operatori di varie cittadine della Puglia, oltre la nostra, tra cui Monopoli, Locorotondo, Martina Franca, Ostuni, Francavilla Fontana, Noicattaro, Andria, Bisceglie, ecc.

In questi giorni ci siamo riuniti, seppur virtualmente, in un gruppo formato per l’occasione su WhatsApp, per discutere e proporre delle idee che successivamente inoltreremo all’amministrazione comunale circa l’apertura dei nostri banchi che operano nel settore non alimentare.

Fino ad oggi abbiamo assunto sempre un comportamento responsabile, facendo la nostra parte anche nel contenimento del “nemico invisibile” che ha stravolto le vite di tutto il mondo, basti pensare che molti colleghi si sono fatti avanti presso i Comuni dove frequentavano i mercati, affinché gli stessi fossero momentaneamente sospesi in attesa di buone nuove. La decisione non è stata comunque presa a cuor leggero considerando che la stragrande maggioranza delle famiglie è monoreddito e vive esclusivamente dal sostentamento che fornisce la propria attività.

L’operosità del comparto è dimostrata dalle levate mattutine che avvengono prima ancora che sorga il sole per raggiungere magari una cittadina distante centinaia di chilometri, concludendo a metà pomeriggio sempre se il meteo, fedele compagno di viaggio, non è di parere avverso. Eppure non abbiamo mai avanzato richieste di sostegni economici che non derivassero dal nostro lavoro, cosa che adesso ci sta venendo a mancare, ragion per cui crediamo sia giunto il momento di non essere più considerati degli invisibili.

Le forme di aiuto da parte del Governo sono poche e frammentarie, qualche collega ad oggi non ha visto mai accreditato il contributo di € 600,00 ventilato a marzo. I finanziamenti spesso si legano a tutta una serie di condizioni e cavilli che li rendono accessibili in parte o in certi casi mai. I Comuni già da tempi non sospetti alle prese con difficoltà di cassa, non possono ottemperare alla pur minima richiesta di esenzione della tassa di occupazione del suolo pubblico in mancanza d’indicazioni dall’alto, da parte dello Stato.

La situazione è insomma tanto paradossale quanto tragicamente reale, per questo abbiamo deciso di riunirci e rimboccarci le maniche cercando di riassemblare un puzzle, quello della nostra attività, che se non assistita rischia di andare in frantumi.

Venditori ambulanti, come originariamente definiti per il loro peregrinare nelle varie cittadine con mezzi di fortuna o prima ancora sul dorso di animali, che oggi investono centinaia di migliaia di euro per attrezzare i loro banchi al fine di esporre la merce con tutta la loro maestria e passione, rischiano di chiudere i battenti.

Tutte queste disavventure, dopo due mesi di chiusura forzata, hanno unito il comparto in unico obiettivo, perseguibile esclusivamente se si rema tutti in unica direzione quando le istituzioni  sanciranno il giorno della riapertura anche per i settori abbigliamento, calzature, merci varie, ecc.

Fin da quando il mercato settimanale di Fasano si svolgeva in Corso Vittorio Emanuele, prima dello spostamento “temporaneo” del 1987 in Via Giardinelli, dove ha finito poi per svolgersi fino ai giorni nostri, la nostra è stata anche una storia fatta di umanità. Non si tratta solo di semplici rapporti fra venditori e clienti, ma di legami che a volte travalicano perfino l’amicizia e raccontano casi in cui alcuni commercianti sono stati scelti come padrini per i propri figli o testimoni di nozze, resistendo all’usura degli anni e restituendo la centralità della categoria nella vita non solo economica, ma anche sociale della nostra terra.

Ed è perciò proprio agli avventori del mercato che rivolgiamo il nostro ultimo ma non meno importante appello: affinché si possa operare nelle condizioni che tanto responsabilmente ci stanno conducendo al ritorno alla normalità, così da potere continuare nel servizio che offriamo settimanalmente con la vendita dei nostri prodotti, invitiamo ad indossare sempre la mascherina ed i guanti e mantenere un distanziamento sociale di almeno un metro e lavare ed igienizzare spesso le mani, accorgimenti a cui corrisponderanno i nostri per non rischiare passi indietro e poter tornare presto a guardare di nuovo al futuro con ottimismo e speranza.”

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