Il lettore di GoFasano replica al Sindaco: «Sono dispiaciuto, ecco chi sono»

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Il primo cittadino si era “indispettito” perché un lettore ha scelto di restare anonimo nel porre quesiti all’Amministrazione

FASANO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata del lettore della nostra testata ed indirizzata, come risposta, al sindaco Zaccaria.

“Gentile direttore,

le scrivo questa lettera per dirle e per dire a tutti i lettori che sono dispiaciuto. Dispiaciuto per come sia stata interpretata, o meglio di come si sia voluta interpretare, la mia precedente missiva del 20 c.m. Capisco che probabilmente già il titolo della lettera (Caro direttore, a Fasano un’estate piacevole e organizzata. Ok, ma adesso?) certamente non scelto dal sottoscritto, possa risultare fuorviante e accusatorio, elementi che poi non si evincono minimamente nel proseguo dell’enunciato.  

Sono dispiaciuto che le mie belle parole nei confronti delle iniziative promosse dall’amministrazione siano state lette in tono sarcastico e “spiritoso” quando in realtà erano colme di sincerità e stima. Sono dispiaciuto che una lettera scritta soltanto per parlare della nostra città e per quietare le voci che girano secondo cui “A Fasano non si sta organizzando niente e negli altri paesi sì” sia stata interpretata come una sfida e non come un assist per metterle a tacere, queste voci. Sono dispiaciuto che si sia voluto gettare il tutto nella bagarre politica, coinvolgendo e alludendo all’editore di questa testata, Laura De Mola, come se fosse stata lei, o chi per lei, ad averla scritta questa lettera al solo fine di infangare. Sono dispiaciuto di aver letto nella risposta del Sindaco, persona che non conosco direttamente ma per cui nutro stima, parole colme di rabbia e risentimento, atte a irridere e ridicolizzare il mio pensiero e la mia richiesta di eventi “più popolari” che farebbero trarre beneficio a più fasce di popolazione e anche ai nostri commercianti locali.

I toni usati nella risposta differiscono certamente dalla fama che si ha di lei caro sindaco, la fama di persona mansueta, e che mi fanno rivalutare l’idea di scrivere e inviare nuove lettere e pensieri liberi sulla nostra amata città. Non so se si è capito ma per dirla alla fasanese agge rummase loff! Io non voglio creare problemi a questa città ma mi piacerebbe contribuire a risolverli. Mi auspico che questa lettera faccia chiarezza su determinati aspetti. Nessun giochetto politico, nessun nascondersi dietro un dito!

Questa settimana ricca di polemiche mi ha dato modo di riflettere e mi ha dato una conferma: è più importante CHI dice una cosa e non CIÒ che si dice. Mi riferisco ai diversi commenti sardonici di alcuni utenti, poco “mansueti” ma molto faziosi, che chiedevano a gran voce quale fosse la mia identità. 

Ecco, è veramente difficile definire la mia identità. Non è per cattiveria ma sarebbe veramente riduttivo e poco edificante per me definirmi. Io sono un uomo di mezza età. Sono un ragazzo e anche una ragazza. Sono una donna incinta e sono una signora avanti con l’età. Ho la licenza media e ho pure conseguito la laurea. Talvolta ho anche il diploma. Sono di destra, sono di sinistra, sono di centro, sono rosso, nero, giallo e verde. Do voce a tante anime di questa città e mi piacerebbe raccontarla sotto tanti punti di vista. Fino a quando ci sarà la volontà da parte di questa testata di pubblicarmi continuerete a leggermi e contestualmente leggerete il pensiero di un cittadino qualunque, non di uno di voi ma di uno DI NOI! Se proprio volete darmi un nome, Mister X l’ho già sentito troppe volte. Più di qualcuno parlando e scrivendo di me mi definiva come “quello” delle lettere, che in dialetto si traduce con kur. E a me va più che bene: chiamatemi Mister K. 

Io sono Uno, Nessuno e 39.749. 

P.s. Un abbraccio “virtuale” al sindaco Francesco Zaccaria. Un abbraccio sincero, di riconciliazione e non provocatorio, consapevole del fatto che ci sia stata una errata interpretazione della mia lettera. L’invito è quello che possa leggermi sempre, come un primo cittadino leggerebbe anche l’ultimo dei cittadini!”.

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