Il chiosco della villa torna nelle mani del Comune di Fasano: lo ha deciso il TAR

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La società Block Stem valuta il ricorso al Consiglio di Stato e annuncia massima attenzione per l’eventuale bando di gara

FASANO – Il chiosco bar della villa comunale torna nelle mani del Comune di Fasano. A stabilirlo è l’ordinanza del Tar di Lecce, emessa ieri, che si è pronunciata sul ricorso avanzato dalla società Block Stem S.r.l. che, nel 2013, aveva ottenuto l’autorizzazione ad occupare il suolo pubblico dov’è presente appunto la struttura.

Con richiesta protocollata lo scorso marzo 2020, infatti, la società aveva chiesto al comune il rinnovo della concessione per l’utilizzo del chiosco bar presente nella villa comunale di Fasano. Tale occupazione permanente tuttavia, per il regolamento comunale per l’occupazione del suolo pubblico vigente dal 2012, non avrebbe potuto avere durata superiore a cinque anni.

La stessa dunque sarebbe decaduta già nel 2018, prima ancora della richiesta di rinnovo da parte della società.

La Block Stem, vedendosi rigettare la richiesta di rinnovo, ha dunque avviato una azione legale nei confronti del comune di Fasano, che l’ha vista però soccombere ieri presso il TAR di Lecce.

Infatti, stando alle clausole dell’autorizzazione rilasciata nel 2013, i concessionari avrebbero dovuto rendere operativo il chiosco all’interno della villa, ma questo non è di fatto mai avvenuto.

Dunque secondo il comune di Fasano, adesso sostenuto dalla sentenza del Tar, la società non ha più diritto ad occupare l’area ed è quindi invitata a rimuovere la struttura.

«Stiamo valutando in queste ore un possibile ricorso al Consiglio di Stato – fanno sapere i legali rappresentanti della società – Una cosa è certa: quando il Comune di Fasano indirà la gara per affidare la struttura, non escludiamo la nostra partecipazione.
Il bando sarà da noi letto con la massima attenzione, la stessa che riserveremo ad ogni aspetto e fase della procedura.
Se rileveremo illegittimità, ci tuteleremo in ogni sede e innanzi ad ogni Magistratura, nessuna esclusa, anche a garanzia della trasparenza dell’azione amministrativa».

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