Coronavirus, Fasano rischia il crollo del turismo. Fino al 100% di disdette

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Ci sono hotel che hanno deciso di sospendere totalmente l’attività. E centinaia di stagionali resteranno a casa

FASANO – Sarebbe stato il turismo il settore che maggiormente avrebbe risentito degli effetti del Coronavirus. E così, a distanza di poco più di dieci giorni dall’esplosione dell’epidemia in Italia, arrivano conferme in tal senso: la Coldiretti Puglia denuncia il momento di grave crisi dell’indotto turistico, agrituristico e della ricettività, con il rischio che vadano in fumo 700 milioni di euro di fatturato nei prossimi mesi. E anche Fasano non è da meno a questo rischio, essendo una delle località pugliesi maggiormente interessate dal flusso turistico (sesto posto in classifica in termini di arrivi e presenze).

Ci sono strutture, come ad esempio l’hotel Sierra Silvana a Selva di Fasano, in cui si registra il totale azzeramento di presenze nel mese di marzo. A confermalo è il direttore della struttura, Giuseppe Nigri. «La situazione è drammatica – confessa a GoFasano.it –, perché ad oggi non abbiamo più neanche una sola conferma di presenza sulle 1.500 iniziali di qualche settimana fa. Tutti hanno cancellato il soggiorno nel nostro territorio e, per questo motivo, abbia deciso di chiudere temporaneamente la nostra struttura e di lasciare a casa i quasi 70 lavoratori stagionali che a giorni sarebbero tornati sotto contratto».

E guardando un po’ più in là, Giuseppe Nigri afferma: «Ogni giorno registriamo continue cancellazioni di prenotazioni per i mesi di aprile e maggio, per non parlare dei banchetti (matrimoni e comunioni tra tutti). Fino al prossimo 5 aprile, giorno delle Palme, non abbiamo prenotati e registriamo ad oggi già il 50% di presenze in meno nei prossimi due mesi. Purtroppo – afferma Nigri – i media e i social non ci stanno per niente aiutando e la psicosi dilaga. Cancellazioni che arrivano soprattutto dall’estero, non abbiamo più una prenotazione internazionale e ad oggi il 20% di presenze è nazionale. Sono preoccupato, non per gli effetti del virus sulla salute dell’uomo, ma per le conseguenze sull’economia nazionale e per i lavoratori del settore turistico».

Non va meglio per il Park Hotel Sant’Elia, alle porte dello Zoosafari Fasanolandia. «La tendenza negativa riguarda anche la nostra struttura – afferma Vito Carrieri, responsabile Commerciale e Ufficio Booking –, perché sono innumerevoli le cancellazioni di soggiorni per gite scolastiche e turistiche. E siamo preoccupati per il numero di presenze per la prossima stagione estiva, anche per quanto concerne gli individuali. Non abbiamo gruppi prenotati a marzo e sono pochissime le prenotazioni per i ponti festivi e abbiamo una occupazione della struttura pari al 20% del totale. Il mercato straniero è azzerato e c’è solo qualche prenotazione fino a maggio da parte di pochissimi italiani. Le conseguenze di questo caos si potrebbero riversare sui lavoratori stagionali, con i contratti che potrebbero slittare di settimane o mesi».

Il rischio di disoccupazione è elevatissimo: la stragrande maggioranza di strutture ricettive del nostro territorio, comprese anche i resort lusso, hanno deciso di congelare i contratti dei lavoratori stagionali: centinaia di famiglie del fasanese e dell’intero comprensorio sono in attesa di tornare a lavoro, chissà quando, e la paura è tanta.

«È al collasso l’intero indotto della ricettività turistica, dagli agriturismi, alle agenzie di viaggio, dagli alberghi ai ristoranti – denuncia Filippo De Miccolis, presidente di Terranostra Puglia -. È stato cancellato il 100% delle prenotazioni dagli Stati Uniti. Registriamo un calo del 50% nel breve periodo della ristorazione, anche per il periodo di Pasqua, regge solo il servizio per i consumatori della zona. Azzerate le richieste di preventivo per feste di matrimonio di coppie estere. Un conto è la dovuta prevenzione e la necessaria cautela, un conto è la guerra mediatica contro l’Italia che non ha motivo di esistere», aggiunge il presidente De Miccolis.

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