Buona riuscita per il corso di formazione per unità cinofile del corpo nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico

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Il corso di è svolto al Canale di Pirro

FASANO – Si è conclusa l’altro ieri, domenica 28 marzo, la tre giorni di corso di formazione (mai realizzato prima in Puglia) per unità cinofile del sud Italia del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico. Il corso si è tenuto al Canale di Pirro, a cavallo fra i territori dei Comuni di Alberobello, Fasano e Monopoli, e ha visto coinvolte dieci unità cinofile da ricerca di superficie del Cnsas di tutte le regioni del centrosud Italia, per un polo formativo di rilevanza nazionale. Nella ricerca e nella gestione delle emergenze e per le questioni legate alla sicurezza e al soccorso, i cani sono fondamentali grazie alla loro intelligenza e al loro fiuto. Sono caratteristiche innate che vanno però addestrate.

Per questo motivo, si è tenuto questo corso formativo mai realizzato nella nostra regione: in particolare, sabato 27 marzo si è tenuta una simulazione di ricerca dispersi, con l’allestimento del Centro Coordinamento Ricerche e l’intervento di numerosi tecnici. Come è noto, al Soccorso Alpino e Speleologico compete per legge la ricerca e il soccorso dei dispersi e il recupero degli infortunati e dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale.

«Lo scopo di tale polo formativo, organizzato dalla Scuola Nazionale Unità Cinofile del Cnsas – hanno affermato gli organizzatori –, è quello di addestrare le Unità Cinofile di Ricerca in Superficie per l’attività di ricerca persone disperse, da utilizzare in tutti quegli eventi di soccorso a persone in cui l’impiego di queste risorse ricopre un ruolo essenziale per ottimizzare tempistiche ed esito degli interventi».

Inoltre, grazie alla collaborazione con Droni Sport, le operazioni sono state seguite in diretta tramite la trasmissione delle immagini su regia mobile distante fino a sette chilometri: un’attività sperimentale di impiego Sapr (Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto), dotato di sensori per l’obstacle avoidance a 360 gradi, con tecniche di Computer Vision e Artificial Intelligence. «Già il termine ‘sistema’ – riprendono gli organizzatori – fa capire che non si tratta di un semplice drone, ma di un insieme di elementi (drone, radio, pilota, ground station e tutto l’occorrente per l’operazione), utilizzato in questa occasione nell’ambito della ricerca dispersi».

Un’attività addestrativa di questo tipo rappresenta uno strumento indispensabile per potenziare ulteriormente le capacità operative del Cnsas in ogni ambito di intervento in cui è chiamato a svolgere i propri compiti.

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